Eurispes: l’Italia è il “Paese del Ni” che fatica ad affermare la propria identità
Eurispes: l’Italia è il “Paese del Ni” che fatica ad affermare la propria identità

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L’Italia descritta dal 31° Rapporto dell’Eurispes è il “Paese del Ni”, per usare l’espressione coniata dal presidente dell’istituto di ricerca, Gian Maria Fara. Un Paese il cui “tratto distintivo” può essere colto “nella difficoltà di affermare la propria identità, di sapere scegliere i percorsi ai quali affidare il proprio cammino, di dimostrare la capacità di decidere e di operare per poter stare ai tempi della complessità e della globalizzazione”. “Le scelte non sono mai chiare”, osserva ancora Fara, appaiono soggette a continui “cambiamenti o capovolgimenti”. E aggiunge: “Sul piano istituzionale mai, nella storia recente, si erano potute osservare una tale ‘capacità di indecisione’, una così grande confusione di ruoli e di responsabilità, una così netta separazione tra dichiarazioni, annunci e fatti”. Fara parla di “qualipatia”, un neologismo per indicare “l’avversione ed il rifiuto per tutto ciò che richiama la qualità”, una patologia sociale che “archivia l’essere e santifica l’apparire, che esalta il contenitore a discapito del contenuto, che premia l’appartenenza e mortifica la competenza”.
Questa chiave di lettura rappresenta il tentativo di leggere un quadro che, stando al sondaggio realizzato appositamente per il Rapporto, mostra delle contraddizioni e dei paradossi che in prima battuta potrebbero risultare inestricabili.

Coloro che esprimono tale fiducia erano il 7,7% nel 2017, il 13% nel 2018, ora sono diventati il 20,8% (il sondaggio è stato effettuato tra dicembre 2018 e gennaio 2019). C’è un’impennata dei consensi per il Capo dello Stato (dal 44,5% del 2018 al 55,1%) e fin qui l’interpretazione non richiede particolari doti analitiche: è una conferma di quel che è sotto gli occhi di tutti. Non meraviglia neanche la fiducia riscossa dai vigili del fuoco (sempre al top con l’87,3%), dalla polizia, dai carabinieri, dalle forze armate. Ma la tendenza arriva a coinvolgere il Parlamento, che sale al 30,8, e il governo, che con il 36,7% aumenta addirittura di quindici punti. Persino i partiti recuperano posizioni, dal 21,6% al 27,2%, il miglior risultato dal 2009 nelle rilevazioni dell’Eurispes. Effetto probabilmente delle aspettative e delle aperture di credito collegate alla nuova fase politica. Non è un caso che nel complessivo aumento di fiducia nelle istituzioni il traino sia costituito dai 18-24 enni (32%, undici punti in più della media).

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Argomenti: Politica/Interni
Tag: Rapporti
Fonte: SIR