Verso il viaggio in Marocco. Imam Anouar Kbibech: “Papa Francesco, messaggero di pace e di fraternità in terre di Islam”
Verso il viaggio in Marocco. Imam Anouar Kbibech: “Papa Francesco, messaggero di pace e di fraternità in terre di Islam”

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Il Documento di Abu Dhabi “è un testo storico perché getta le basi per una fraternità tra i credenti e nell’intera famiglia umana”. E ancora: “In Marocco Papa Francesco proseguirà il suo viaggio in terra d’Islam e sarà accolto a braccia aperte”. E poi l’invito: anche i musulmani francesi invitano il Papa ad andare in Francia perché “hanno per lui un affetto particolare e il Papa ha un posto particolare nel loro cuore”. Anouar Kbibech è vice presidente del Consiglio francese del culto musulmano. È una delle 17 autorità religiose musulmane d’Europa, membri del Consiglio Europeo dei Saggi Musulmani, che hanno sottoscritto nei giorni scorsi un comunicato congiunto a sostegno del Documento di Abu Dhabi. Il Sir lo ha raggiunto telefonicamente.

Partiamo dal “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale della convivenza comune”, firmato ad Abu Dhabi dal Papa e dal Grande Imam di al-Azhar. Che impressione ha avuto del testo?
È a tutti gli effetti un documento storico, firmato da due delle più alte autorità religiose, da Papa Francesco per la Chiesa cattolica e dal Grande Imam di al-Azhar per la parte musulmana. Ed è un Documento che è destinato a gettare le fondamenta della fraternità umana. Esistono tre cerchi di fraternità che vanno estendendosi: c’è la fraternità tra credenti della stessa religione; la fraternità tra credenti delle religioni monoteiste e, infine, la fraternità tra tutti gli esseri umani. Questo Documento permette a cristiani e musulmani di uscire dal primo cerchio della fraternità tra credenti della stessa religione per aprirsi alla fraternità con altri credenti, cristiani, musulmani, ebrei.

In questo senso, la visita del Papa nella penisola araba e la firma di questo Documento sono segni molto forti: indicano che Papa Francesco si è presentato in questa terra e al mondo musulmano come fratello. Ma credo anche che questo Documento abbia una portata ancora più grande perché getta le basi della fraternità umana e questo è fondamentale e molto importante alla luce dei tempi che stiamo vivendo e del clima che stiamo respirando oggi: assistiamo, da una parte, a una crisi morale e sociale che attraversa le nostre società e, dall’altra, a una crisi economica e politica nel mondo.

Il Documento precisa principi molto chiari per la convivenza. Quale ruolo possono svolgere le religioni? 
Sì, è vero… Questo Documento richiama un numero importante di concetti e valori che ritroviamo radicati nelle religioni, e in questo caso specifico nel Cristianesimo e nell’Islam: il rispetto dell’altro, il riconoscimento della libertà di coscienza e della libertà di religione, l’uguaglianza tra tutti gli uomini e l’uguaglianza tra gli uomini e le donne, il rifiuto di ogni forma di violenza e la condanna forte al terrorismo. Sono valori importanti che non bisogna mai smettere di ricordare in questi tempi. Purtroppo c’è un certo numero di terrorismi oggi che, in nome delle religioni – e in particolare della religione musulmana – commettono crimini di violenza e odio. È dunque sempre importante ribadire questi principi e valori che sono comuni a tutti, alle religioni e all’umanesimo. Le religioni? Possono svolgere un ruolo di pacificazione.

Papa Francesco alla fine di marzo andrà in Marocco, di nuovo un Paese a maggioranza musulmana. Il Papa visiterà anche l’Istituto Mohammed VI, una scuola di formazione per Iman sia marocchini che provenienti da Paesi arabi, africani ed europei. Lei è di origine marocchina. Come ha accolto questa notizia?
C’è in effetti in tutti questi incontri e viaggi una simbologia molto forte. Abbiamo appena visto la prima visita di un Papa nella penisola araba, in terra d’Islam. Un viaggio che il Papa ha voluto fare per portare un messaggio di sostegno ai cristiani del Medio Oriente e alla fraternità tra cristiani e musulmani. E la visita in Marocco si inserisce in questo percorso per la fraternità. Abbiamo ancora negli occhi la visita storica di Papa Giovanni Paolo II nel 1985 in Marocco su invito del re Hassan.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Marocco Papa Francesco
Fonte: SIR