Vaticano. Incontro abusi: card. Cupich:“Rigettare categoricamente gli insabbiamenti”
Vaticano. Incontro abusi: card. Cupich:“Rigettare categoricamente gli insabbiamenti”

Condividi:

“Tutti i meccanismi per presentare denuncia di abusi o maltrattamenti nei confronti di un vescovo dovrebbero essere trasparenti e ben noti ai fedeli”. È uno dei suggerimenti pratici del card. Blase Cupich, arcivescovo di Chicago e membro del Comitato organizzativo dell’incontro in Vaticano su “La protezione dei minori nella Chiesa”, nella sua relazione, in cui ha presentato un quadro per la costruzione di nuove strutture legali di “accountability” nella Chiesa. “Dovrebbe essere prestata attenzione alla creazione di meccanismi di segnalazione indipendenti – una delle proposte del porporato – sotto forma di una linea telefonica dedicata e/o un servizio di portale web per ricevere e trasmettere le accuse direttamente al nunzio apostolico, al metropolita del vescovo accusato o, se necessario, al suo sostituto e a qualsiasi esperto laico previsto dalle norme stabilite dalle Conferenze episcopali”. “Il coinvolgimento di esperti laici per offrire assistenza da ora in avanti diventa necessario per il bene del processo e il valore della trasparenza”, la tesi di Cupich, secondo il quale “dovrebbero essere stabiliti altri requisiti e procedure per riferire alle apposite autorità ecclesiastiche da parte dei membri del clero che siano a conoscenza della cattiva condotta di un vescovo”. Secondo il cardinale, inoltre, “sarà utile adottare chiari procedimenti procedurali radicati nelle tradizioni e nelle strutture della Chiesa, ma allo stesso tempo soddisfare i bisogni moderni di identificare e investigare comportamenti potenzialmente illeciti da parte dei vescovi”. “Mentre la Santa Sede può emettere leggi universali in merito a questo tema – ha fatto notare Cupich definendo il Motu Proprio ‘Come una madre amorevole’, emanato da Papa Francesco nel 2016, l’esempio perfetto – le Conferenze episcopali, dopo opportune consultazioni, dovrebbero prendere in considerazione l’adozione di norme speciali per rispondere alle esigenze particolari di ogni Conferenza”. Tra le altre proposte avanzate dall’arcivescovo di Chicago, anche l’istituzione di “un fondo comune a livello nazionale, regionale o provinciale per coprire i costi delle indagini dei vescovi, tenendo debitamente conto delle norme di diritto canonico per la sua amministrazione”.

“Il richiamo della Chiesa ad accompagnare le vittime impone di rigettare categoricamente gli insabbiamenti o il consiglio di prendere le distanze dai sopravvissuti agli abusi per ragioni legali e per paura dello scandalo che blocca il vero accompagnamento a coloro che sono state vittime”. Lo ha spiegato il card. Blase Cupich, arcivescovo di Chicago e membro del Comitato organizzativo, nella sua relazione all’incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”. “Ascolto, testimonianza laica, collegialità e accompagnamento”: sono questi, ha detto il cardinale, i quattro pilastri dell’”accountability”, cioè il dover rendere conto, che “richiede che si creino strutture e disposizioni giuridiche per sancire esplicitamente il dovere di proteggere i giovani e le persone vulnerabili”, rifiutando ogni tentazione di clericalismo. “Ogni membro della Chiesa ha un ruolo essenziale nel contribuire ad eliminare l’orribile realtà degli abusi sessuali del clero”, la tesi di Cupich, secondo il quale “in gran parte è la testimonianza dei laici, soprattutto madri e padri con grande amore per la Chiesa, ad aver sottolineato in modo commovente e con forza che l’insabbiamento, la tolleranza del clero e l’abuso sessuale sono gravemente incompatibili con l’essenza e il significato stesso della Chiesa”. “Madri e padri ci hanno chiamato a rendere conto, semplicemente perché non riescono a capire come noi, vescovi e superiori religiosi, siamo stati spesso ciechi di fronte alla portata e ai danni degli abusi sessuali sui minori”, l’analisi del cardinale: “I genitori stanno testimoniando la duplice realtà che deve essere perseguita oggi nella Chiesa: uno sforzo incessante per sradicare gli abusi sessuali del clero e il rifiuto della cultura clericale che tanto spesso ha generato quell’abuso”. “La vera sinodalità nella Chiesa – ha proseguito Cupich – ci chiama a considerare questa ampia testimonianza laica, potente e capace di accelerare la missione per la quale siamo qui giunti insieme da ogni nazione, alla ricerca della sicurezza dei figli di Dio”. Di qui la necessità di “integrare un’ampia partecipazione laica in ogni sforzo per identificare e costruire strutture di accountability per la prevenzione degli abusi sessuali del clero”. “La storia dei decenni passati – ha fatto notare il relatore – dimostra che la prospettiva unica di uomini e donne laici, madri e padri, informa la nostra Chiesa in modo così profondo su questa tragedia che qualsiasi percorso che la escluda o sminuisca deformerà inevitabilmente la Chiesa e disonorerà nostro Signore”.

Per approfondire vai al focus #Minori di CEInews

 


Continua a leggere

Argomenti: Chiesa nel mondo
Tag: minori tutela dei minori
Fonte: SIR