Incontro abusi in Vaticano: il magistero delle vittime
di Amedeo Cencini

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Abbiamo atteso questo incontro con una certa paura: della stampa, dell’opinione pubblica, della brutta figura dinanzi al mondo, delle stesse vittime. E ora stiamo scoprendo che proprio grazie al coraggio del loro grido di dolore, se diviene anche il nostro dolore, può iniziare qualcosa di nuovo e impensato: una generale conversione di vita, nella comprensione che la mediocrità (che è all’inizio d’ogni scandalo) è già scandalo, e va combattuta come perversione della nostra identità. Per questo tale dramma può diventare grazia, è grazia per tutta la chiesa, momento provvidenziale per avere sempre più un cuore di pastori. È l’ora di Dio! Grazie alle vittime e al loro magistero!

Era successo anche al Sinodo nell’ottobre scorso: il Sinodo dei vescovi sui giovani è sembrato diventare un po’ alla volta il Sinodo dei giovani sulla chiesa, così l’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali con il Papa in Vaticano sulla protezione dei minori ha dato sempre più voce e autorità alle persone abusate. Forse è frutto della sinodalità quando diventa davvero modo di discernere nella Chiesa, ma in ogni caso questo simposio ha messo sempre più al centro dell’attenzione generale proprio coloro che gli abusi li hanno subiti e la loro sofferenza, come grido o denuncia, come supplica perché tutto ciò non succeda più o liberazione d’un peso tenuto per troppo tempo nascosto, come racconto fin troppo brutale di ripugnanti violenze e provocazione coraggiosa perché chi deve capire capisca, senza più scuse. E la chiesa ha ascoltato. Non solo, ma s’è lasciata ferire da tali ferite e convertire da quest’ascolto.
Perché è giusto che sia così, è un passaggio necessario, e forse mai come nei giorni del summit romano la Chiesa lo ha capito e sperimentato.

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Argomenti: Minori Santa Sede
Tag: abusi giovani vescovi vittime
Fonte: SIR