Migrazioni, Costituzione e cristiani. L’altro non è una minaccia
Migrazioni, Costituzione e cristiani. L’altro non è una minaccia

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Alcuni recenti provvedimenti normativi, a cominciare dal cosiddetto “Decreto sicurezza”, poi convertito in legge dal Parlamento, sono stati ampiamente criticati da chi si schiera dalla parte dell’accoglienza, della solidarietà e del rispetto dei diritti e della dignità di ogni essere umano. Dichiaro subito la mia appartenenza a questo fronte. Tutte le volte che sono stato interpellato ho sempre detto “Prima le persone”. Non per coniare uno slogan da contrapporre ad altri, né come forma di galateo o di buonismo.

“Prima le persone” è un principio che, nella sua semplicità, traduce i princìpi della nostra Costituzione. Per fronteggiare esclusione, egoismi e respingimenti più che parlare di “disobbedienza civile”, occorrerebbe affermare “obbedienza” ai valori della Carta costituzionale.

Per me, come cristiano, quegli stessi valori hanno sorgente nel Vangelo. Si tratta, dunque, di fare una scelta. Io, e molti anche qui in Casa della carità, sentiamo questa scelta profondamente radicata nel Vangelo; un Vangelo che ci consegna una spiritualità che è profezia di umanità. Le persone non sono numeri, ma volti, storie, sguardi. L’orizzonte è quello della fraternità.

La vita di una persona va al di là del luogo di nascita, ma ha dentro di sé una dimensione universalistica che ci fa essere tutti figli di Dio. E, per questo, fratelli. È questa spiritualità incarnata, che si fa storia, a renderci intransigenti difensori di diritti e dignità.

 

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Argomenti: Migranti
Tag: migranti
Fonte: SIR