Intelligenza artificiale. Gambino (Unier): “Saper decodificare gli algoritmi alla base della giustizia italiana”
Intelligenza artificiale. Gambino (Unier): “Saper decodificare gli algoritmi alla base della giustizia italiana”

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“L’Università europea di Roma con il Corso magistrale di studi in giurisprudenza, il profilo in diritto e gestione delle nuove tecnologie e il laboratorio InnoLawLab ha accettato la sfida del futuro e prova ad anticipare il fabbisogno formativo legato all’industria 4.0: le aziende cambiano, l’economia cambia solo se anche il sistema della formazione cambia e anticipa i tempi”. Lo ha detto Alberto Gambino, prorettore dell’Ateneo, inaugurando questa mattina i lavori del convegno “Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”, promosso dal corso di giurisprudenza attraverso il laboratorio InnoLawLab per mettere a confronto esperti su un tema di grande impatto su economia, lavoro, diritto, vita quotidiana di tutti noi. “Saper decodificare gli algoritmi che sono alla base della giustizia italiana”: questo, conclude il prorettore, uno dei principali obiettivi di “un corso magistrale in giurisprudenza che crei realmente occupazione”. “Un ‘giurista tecnologico’ avrà molto lavoro perché la nostra società è sempre più connessa e, tra le altre cose, le piattaforme digitali devono essere sempre più regolamentate”, spiega Luigi Garofalo, giornalista di Key4Biz e moderatore del convegno.

“Noi siamo nati per consentire a tutti di postare un contenuto. Non siamo un social network ma qualcosa di mezzo tra un media company e una piattaforma digitale”, spiega Laura Bononcini (Public Policy Director Southern Europe Facebook). “Il giurista tecnologico – prosegue – dovrà riconoscere la nostra specificità bilanciando diversi diritti: sicurezza e privacy, libertà di espressione e hate speech”. “Attraverso l’intelligenza artificiale – conclude – abbiamo la possibilità di individuare e bloccare il 99% dei contenuti legati a terrorismo e pedopornografia e di intercettare atteggiamenti a rischio suicido e autolesionismo”. Per competere efficacemente a livello globale, osserva Lisa Di Feliciantonio (Head of Media Relations & Public Affairs Fastweb), il 5G svolgerà un ruolo chiave “in quanto abilitatore di queste innovazioni. Il 5G realizzerà una connettività iper performante e ubiqua, con velocità di connessioni enormi e latenza minima, rendendo possibile la trasformazione digitale a tutti i livelli delle catene del valore. Il 5G non è semplicemente la nuova generazione di reti mobili ma la rete in grado di soddisfare tutte le esigenze di connettività, fissa e mobile. E’ l’oggetto delle sperimentazioni che abbiamo avviato nell’ultimo biennio in alcune città”. Con riferimento all’intelligenza artificiale e alla robotica assicura: “Ci sarà sempre più bisogno di figure professionali in grado di interagire a tutti i livelli con le macchine”.

“Oggi la sfida è fare tesoro delle potenzialità dell’intelligenza artificiale senza dimenticare la nostra, di intelligenza”. Esordisce con una battuta Massimiliano Dona, presidente Unione nazionale consumatori e membro del Gruppo di esperti del Mise per l’elaborazione della strategia nazionale per l’intelligenza artificiale. “Le tecnologie – spiega Dona – impattano come mai in passato sul quotidiano delle persone: l’attuale società è ispirata ad una gestione sempre più automatizzata delle relazioni tra imprese e consumatori e questo trend, accanto ad alcuni innegabili vantaggi, apre anche preoccupanti interrogativi rispetto all’etica che deve ispirare il rapporto tra chi produce e vende da un lato e persone dall’altro”. Per l’esperto, “sono proprio le persone che devono restare al centro delle attenzioni del legislatore, mentre osserviamo il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale che fa dell’elaborazione dei big data il nuovo protagonista dei nostri tempi”. “Volendo quindi immaginare i trend tecnologici che impatteranno di più sui consumatori – conclude – , direi che la gestione dei nostri dati, l’automazione dei momenti di acquisto ed in ultimo l’avvento dell’intelligenza artificiale, sono i fenomeni che più di ogni altro dovranno essere monitorati e accompagnati da nuove tutele che, ben lungi dal soffocare il cambiamento tecnologico, lo rendano il più possibile attento all’individuo”.

“L’ambiente tecnologico in cui siamo immersi ci offre infiniti servizi e possibilità ma potrebbe esser usato per governarci, e in qualche modo già lo fa”, sostiene Giuseppe Busia, segretario generale Garante privacy. Busia avverte: “Dobbiamo noi imparare a mettere il sistema a servizio della persona e non il contrario. Per chi oggi costruisce la propria formazione giuridica, diventa essenziale dedicarsi allo studio del diritto e della tutela dei dati personali, altrimenti non si riuscirà ad esercitare pienamente la propria funzione di giurista ed anche di cittadino”. Per Busia, “la difesa dei dati personali è la base che abilita e rende possibile l’esercizio di tutte le altre libertà. C’è bisogno di un esercizio consapevole di questi diritti. Per questo io ho il diritto di controllare chi c’è dietro questi servizi e se qualcosa non mi piace posso ‘prendere’ i miei dati e ‘portarli’ altrove”. Oggi, conclude, “sono nate e si stanno sviluppando specifiche figure professionali legate all’applicazione della normativa sui dati personali, a partire dal responsabile della protezione dati, o Data Protection Officer, figura obbligatoria presso tutti i soggetti pubblici e presso i soggetti privati che svolgono trattamenti di dati di una certa rilevanza”.

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Argomenti: Tecnologie
Tag: intelligenza artificiale tecnologia Università Europea
Fonte: SIR