Ebola in Congo. 879 i casi in sette mesi: occorre una svolta all’emergenza
Ebola in Congo. 879 i casi in sette mesi: occorre una svolta all’emergenza

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Non si ferma l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Sono 879 i casi in sette mesi, 553 i decessi. E la risposta non riesce a raggiungere e monitorare adeguatamente le persone colpite. Lo denuncia Medici senza frontiere che a causa dei recenti attacchi ha dovuto sospendere le attività nei suoi Centri di Katwa e Butembo, epicentro dell’epidemia. La coordinatrice medico dell’emergenza, Chiara Montaldo, è appena rientrata in Italia. L’intervista di Giorgia Bresciani

La malattia del virus Ebola è una febbre emorragica molto grave e spesso fatale nell’uomo. Tra i cinque diversi sottotipi del virus: Zaire, Sudan, Ivory Coast, Bundibugyo e Reston, solo i primi quattro sono patogeni per l’uomo e negli anni hanno provocato epidemie in diversi paesi africani, con tasso di mortalità variabile dal 25% al 90%.

Inizialmente, i sintomi sono aspecifici, rendendo molto difficile la diagnosi clinica. La malattia è spesso caratterizzata da un improvviso accesso di febbre, astenia, dolore muscolare, cefalea e mal di gola. Questi sintomi possono essere seguiti da vomito, diarrea, eritemi, funzione renale ed epatica compromesse e, in alcuni casi, fenomeni emorragici che includono sanguinamenti dal naso, vomito ematico, diarrea mista a sangue, emorragie interne e congiuntiviti emorragiche. Tuttavia, le emorragie si riscontrano in meno del 50% dei casi. I sintomi possono manifestarsi da 2 a 21 giorni dopo il contatto, con un picco tra il settimo e il quattordicesimo giorno dal contatto.

Per saperne di più sull’epidemia di Ebola vai nel sito di Medici Senza Frontiere

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Congo ebola
Fonte: Radio InBlu