Colpo di stato in Sudan. Deposto il Presidente Omar el-Bashir
Colpo di stato in Sudan. Deposto il Presidente Omar el-Bashir

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Il presidente Al Bashir dopo 30 anni lascia il potere ed è in stato di arresto. Arrivano i militari al governo. Imposto lo stato di emergenza per tre mesi. Scene di giubilo per le strade della capitale Khartoum. Sentiamo l’intervista di Yagoub Kibeida attivista sudanese in esilio in Italia.

Colpo di stato in Sudan. Al potere da 30 anni, è stato deposto il presidente Omar el-Bashir, mentre l’esercito, che aveva circondato il palazzo presidenziale, ha annunciato la formazione di un governo di transizione. Arrestati politici e funzionari di governo. Nella capitale Khartoum, al quinto giorno di un sit in di protesta di migliaia di persone che invocavano la rinuncia di Bashir, la gente festeggia la sua uscita di scena. Le proteste sono state scatenate tre mesi fa da una pesante crisi economica e dalla voglia di democrazia.

Tutti i membri del governo del Sudan sono stati arrestati: lo conferma la giornalista e presidente di Italians for Darfur, Antonella Napoli, che cita Yassir Arman, già leader del Sudan people liberation movement del Nord e oggi segretario per gli Affari esteri della coalizione Sudan Call, che raggruppa 22 partiti di opposizione.

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Un governo di transizione

Stamani all’alba l’esercito ha circondato il palazzo presidenziale con uomini e mezzi. Militari sono anche entrati nella sede dell’emittente radiotelevisiva di Stato che ha cominciato a trasmettere solo marce militari.

L’esercito ha annunciato la formazione di un Consiglio militare di transizione che governerà per due anni e sarà guidato da Ahmed Awad Ibn Auf, il primo vicepresidente e ministro della difesa del Sudan.

In un messaggio alla nazione, Ibn Auf ha annunciato la presa di potere da parte dei generali: viene sospesa la Costituzione del 2005, vengono sciolti non solo il governo nazionale, ma anche quelli locali e il Parlamento, vengono istituiti il coprifuoco per un un mese e lo stato di emergenza per tre mesi, con la chiusura di aeroporti, porti e confini fino a nuovo ordine.

L’Associazione dei professionisti sudanesi, che ha guidato le proteste, ha respinto l’annuncio dell’esercito affermando che accetterà solo il passaggio di potere a un governo di transizione civile e ha esortato i sudanesi a continuare a protestare.

Fonti dell’emittente emiratina Sky News Arabia riferiscono di disaccordo nell’esercito sulla nomina di Awad Bin Auf a capo del Consiglio militare di transizione.

A Khartum la folla in festa

La folla celebra nelle strade di Khartoum con canti patriottici e slogan quali «nuova era, nuova nazione» gli avvenimenti delle ultime ore. Gli abitanti della capitale hanno accolto in massa l’appello dell’Associazione professionale sudanese a unirsi ai manifestanti che partecipano dal fine settimana scorso al sit-in di protesta davanti alla sede dell’esercito.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Sudan
Fonte: Avvenire