Dalla parte delle vittime. Tutela dei minori, l’impegno della Chiesa italiana per la prevenzione
Dalla parte delle vittime. Tutela dei minori, l’impegno della Chiesa italiana per la prevenzione

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Un quotidiano nazionale nei giorni scorsi ha scritto che «un clero che ha tanti scheletri nell’armadio non è in posizione favorevole per disciplinare i casi di predazione sessuale ». Le difficoltà, in effetti, non mancano: gli episodi di abusi su minori e adulti vulnerabili, di cui si sono resi responsabili ministri ordinati, sono motivo di giustificato scandalo e hanno inferto un duro colpo alla credibilità della Chiesa. Il rumore dell’albero che cade non soffoca, però, la crescita silenziosa della foresta. Nella giornata di ieri, se ne sono fatti interpreti i 16 ve- scovi che sono stati nominati dalle rispettive Conferenze episcopali quali referenti del Servizio regionale tutela minori. Insieme con i membri del Servizio nazionale, presieduto da monsignor Lorenzo Ghizzoni e con il coinvolgimento di monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, hanno vissuto una giornata di studio e confronto sul tema nella volontà di creare sull’intero territorio una rete attenta a lavorare soprattutto in termini di prevenzione. In ogni diocesi, infatti, si stanno individuando referenti – specie attraverso i Consultori familiari – che possano essere avviati a un cammino formativo. Attorno a queste figure, si punta a costituire delle piccole équipe con il coinvolgimento di figure diverse – psicologo, canonista, comunicatore… -, i cui primi compiti saranno quelli di essere a servizio dei vescovi e di organizzare dei percorsi di prevenzione e formazione per sacerdoti, religiosi, catechisti e animatori delle parrocchie.

Nel corso dei lavori si sono recuperati i passaggi essenziali dell’incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa, svoltosi a febbraio in Vaticano: l’abuso di potere, di coscienza e sessuale nella Chiesa; le sue conseguenze su tutte le dimensioni della persona e della vita; le tipologie di persone che abusano; l’ascolto delle vittime, quale necessario punto di partenza per comprendere la gravità del problema e la sua natura; la ferma volontà della Chiesa di imparare dagli errori di alcuni suoi membri, andando oltre una lettura difensiva o riduttiva; l’impegno per un cambio di mentalità che si traduca in atteggiamenti concreti; il ruolo decisivo di una comunicazione veritiera e proattiva… In particolare, i vescovi si sono concentrati sui compiti e sulla struttura del Servizio regionale o inter-diocesano, le competenze richieste, i suoi destinatari, i passi da fare per renderlo davvero efficace per la Chiesa come per l’intera società.

Il passaggio decisivo riguarda l’Assemblea Generale in programma dal 20 al 23 maggio, che ha all’ordine del giorno l’approvazione delle nuove “Linee guida”. A luglio i vescovi referenti si riuniranno insieme con il Servizio nazionale per una due giorni di approfondimento e formazione, che consenta di individuare modalità e strumenti con i quali tradurre le “Linee guida” nella prassi delle comunità.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: abusi
Fonte: Avvenire