Migranti: card. Bassetti (Cei), “le paure e i fantasmi fanno chiudere i porti e innalzare muri”
Migranti: card. Bassetti (Cei), “le paure e i fantasmi fanno chiudere i porti e innalzare muri”

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“Stiamo rischiando: rischiamo di diventare una società di acchiappa fantasmi”. Parlando ieri sera agli oltre 800 rappresentati di tutte le diocesi d’Italia che in Sicilia stanno partecipando al 16° convegno nazionale di Pastorale giovanile dedicato alle “parole coraggiose del Sinodo dei giovani”, il card. Gualtiero Bassetti si è detto preoccupato, “come pastore e come presidente dei vescovi italiani”, per quanto avviene nella società. “Facciamo degli altri spesso soltanto degli stranieri – ha detto, presiedendo la veglia di preghiera al Duomo di Monreale -, li trattiamo come fantasmi che ci fanno paura. Questo è terribile! Abbiamo sempre bisogno di fantasmi per alimentare i fanatismi e rassicurare la nostra identità. Le paure e i fantasmi – ha aggiunto – fanno chiudere i porti, fanno innalzare muri e steccati”. Partendo dalla paura di Pietro quando voleva raggiungere Gesù che camminava sulle acque, ha detto dei rischi che corre che si lascia sopraffare dal timore. “La paura toglie fiato a possibili sogni di fraternità, avvelena i pozzi della fiducia nella propria vita e rende tutti più decisamente individualistici – ha detto – perché obbliga alla concentrazione sui propri esclusivi bisogni, acceca, non fa più vedere il mondo e non ti fa più vedere gli altri, figurarsi se ti fa poi vedere gli ultimi”. Pregando “come Gesù” con i giovani e con chi di loro si occupa per conto della Chiesa, il card. Bassetti li ha invitati a non fermare “il grande lavoro della ricerca interiore e dell’intimità con Dio”. “Io prego con voi e per voi – ha detto -, prego per il vostro lavoro di educatori perché in Gesù possiate trovare la forza di sollevare prima voi stesi e poi i ragazzi e i giovani che vi sono affidati, perché li sappiate liberare dalle loro paure e dalle loro fragilità. E voi pregate tanto soprattutto per il Santo Padre che ha il compito di guidarci tutti, pregate per me e per i vescovi della Chiesa cattolica”. Per terminare, ha consegnato simbolicamente loro la parte finale dell’esortazione post sinodale di Papa Francesco ai giovani, “che – ha detto – mi colpisce e mi incoraggia”. Ha così letto la conclusione del documento nel quale il pontefice si dice felice nel vedere correre i giovani più velocemente di chi è lento e timoroso, “attratti da quel volto tanto amato che adoriamo nella Santissima Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente”. “Abbiamo bisogno di voi – ha detto il cardinale –, ne abbiamo tuti bisogno! Andate, dunque, e non dimenticate l’invito del Papa: quanto arriverete dove noi non siamo ancora giunti abbiate la cura e la pazienza di aspettarci”.

È “alla fede e alla fiducia che servono per non sprofondare nelle acque, per non sprofondare nella morte, nella depressione, nel senso di fallimento” che il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha invitato a guardare quanti si occupano dei giovani. Nel corso della veglia da lui presieduta ieri sera nel Duomo di Monreale, all’interno del Convegno nazionale di Pastorale giovanile che si sta svolgendo in Sicilia, è stato proposto il brano biblico di Gesù che cammina sulle acque. Invitando a guardare a “Pietro, in nome di tutti i discepoli spaventati, terrorizzati dalla morte del maestro”, il presidente dei vescovi italiani ha spiegato che
“Pietro affonda perché non crede nella fede che ha dentro di sé e nelle ragioni della fiducia che lavorano sempre dentro il cuore di ogni uomo a dispetto dell’uomo stesso. Pietro non crede nelle ragioni del vivere che sono più robuste di ogni tempesta. E quante tempeste – ha aggiunto – abbiamo dovuto affrontare e affronteremo nella vita”. Ha ricordato che il Signore spesso “ripete ai poveri come noi” incoraggiamenti: “Vai, la tua fede ti ha salvato”, e ancora “Alzati, cammina”. “Gesù c’è per dare coraggio al nostro coraggio, non per sostituirsi a noi. Gesù – ha detto il card. Gualtiero Bassetti – ha fede nella nostra povera fede e con ostinazione continua sempre a tenere aperta la porta dell’amore e della misericordia nei nostri confronti. Sempre, ragazzi! Sempre! Non crede al nostro posto, però. Non vuole agire al nostro posto. Nessuno – ha aggiunto – può vivere la nostra vita, nessuno può vivere la vita al posto di un altro, nemmeno Dio, nemmeno Gesù. Il maestro ci invita a tirar fuori tutto il coraggio che serve per vivere la nostra vita nonostante anche tante lacrime”.
Ha poi richiamato il “Salvami!” che Pietro ha detto a Gesù: “Vuol dire ‘Salvami dalle mie paure, dalle mie immaginazioni, dai miei fantasmi’. Gesù – ha esortato – non è un fantasma, anche se agli apostoli appare come tale. Noi spesso lo crediamo un fantasma, ci creiamo fantasmi nella nostra vita e idoli falsi. Più che dalle acque, Gesù salva Pietro dalle sue paure e dai suoi fantasmi. L’obiettivo – ha detto – non è saper camminare sulle acque, sfidare il mondo, semmai è continuare in quella forza interiore che può garantire la nostra navigazione nel mare, anche se è in tempesta. Credere che è sempre possibile camminare, perfino sulle acque mosse. A questo serve il legame con Gesù, a questo serve il gesto di tenerezza di Gesù che prende per mano Pietro strappandolo dalle morse della morte”.

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Argomenti: Cei Giovani
Tag: #CEInews Cei giovani Gualtiero Bassetti
Fonte: SIR