In Bulgaria. Il Papa ai bambini della Prima Comunione: la nostra legge è l’amore
In Bulgaria. Il Papa ai bambini della Prima Comunione: la nostra legge è l’amore
di Ilaria Solaini e Gianni Cardinale

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La cerimonia è suggestiva. Nell’edificio si sono 245 bambini e bambine in tunica bianca con i loro familiari. Le bimbe hanno anche una coroncina di fiori bianchi. Tutti emozionatissimi. Fuori i fedeli sono oltre 10mila. “Voi, cari bambini, care bambine, siete venuti qui da ogni angolo di questa ’Terra delle rose’ per partecipare a una festa meravigliosa, – dice il Pontefice nell’omelia – che sono sicuro non dimenticherete mai: il vostro primo incontro con Gesù nel sacramento dell’Eucaristia”. “Ora – prosegue – Gesù è vivo, è qui con noi, perciò oggi lo possiamo incontrare nell’Eucaristia. Non lo vediamo con questi occhi, ma lo vediamo con gli occhi della fede”. Papa Francesco ricorda che “la nostra carta di identità e questa: Dio è nostro Padre, Gesù è nostro Fratello, la Chiesa è la nostra famiglia, noi siamo fratelli, la nostra legge è l’amore”.

E incoraggia i comunicandi “a pregare sempre con quell’entusiasmo e quella gioia che avete oggi”. “E ricordate – conclude -che questo è il sacramento della Prima Comunione ma non dell’ultima comunione, oggi ricordatevi che Gesù vi aspetta sempre”. Al termine dell’omelia il Papa a braccio tiene una breve catechesi a domanda e risposta. E poi è lui stesso a dare la prima comunione a ciascuno dei bimbi.

È la prima volta che lo fa durante un viaggio apostolico. Prima di distribuirla, sempre a braccio, li invita al silenzio a pensare ai genitori e ai nonni, ai catechisti e ai sacerdoti, e a perdonare le persone con cui hanno eventualmente litigato. Al termine della messa, che si conclude tra gli applausi dei bimbi con una cascata di petali di rose dal cielo della chiesa, il Papa si ferma a pranzo nel Convento delle suore francescane.

Subito dopo è previsto l’incontro con la comunità cattolica sempre nella chiesa di San Michele. Poi il rientro a Sofia dove partecipa all’incontro per la pace con esponenti di varie confessioni religiose in piazza Nezavisimost.

LA VISITA AL CENTRO DI ACCOGLIENZA: «I PROFUGHI SONO UNA CROCE DELL’UMANITÀ, SONO PERSONE CHE SOFFRONO» (di Ilaria Solaini)
Una volta lasciata la Nunziatura Apostolica di Sofia, papa Francesco si era trasferito in auto al centro profughi “Vrazhdebna” nella periferia della capitale bulgara. Al suo arrivo, alle ore 8.25 (7.25 ora di Roma), il Papa era stato accolto dal direttore del Centro e dal direttore della Caritas all’ingresso principale della struttura, un ex edificio scolastico adibito a centro di accoglienza profughi. Quindi si era recato nel refettorio dove si trovavano riunite circa 50 persone tra genitori e bambini. I bambini presenti nel Centro provengono da Siria e Iraq.
Dopo il breve saluto di una volontaria, il canto eseguito dai bambini e il dono dei disegni dei piccoli al Papa, il Pontefice ha salutato le famiglie accolte nel Centro e rivolto loro alcune parole: “Oggi il mondo dei migranti e dei rifugiati è un po’ una croce, una croce dell’umanità, e la croce è tanta gente che soffre“.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Papa Francesco
Fonte: Avvenire