Opera San Francesco, al servizio dei poveri. E quelli italiani sono in aumento
Opera San Francesco, al servizio dei poveri. E quelli italiani sono in aumento

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«Morire per morire, io ci provo». Questa la molla che spinge tanti giovani stranieri a fuggire dalla propria terra per venire in Italia. E qui, accanto ai nostri poveri – di ogni dove e di ogni età – bussano alla porta dell’Opera San Francesco di Milano (Osf). Un’oasi nel deserto della carità che conta 60 anni da quando Fra Cecilio ebbe la sua prima, dirompente idea: quella di aprire la prima mensa di corso Concordia nell’ortaglia dei frati, anche grazie al finanziamento dell’industriale Emilio Grignani.

«La mensa è il servizio principale attorno a cui abbiamo aggiunto altre risposte a bisogni sempre più pressanti, come quello delle docce o il poliambulatorio – spiega Fra Marcello Longhi, che ha raccolto l’eredità alla guida di Osf di Padre Maurizio Annoni, scomparso due mesi fa –. Da noi sono arrivati nell’ultimo anno circa 25mila persone da 135 nazioni. C’è l’italiano che non arriva alla fine del mese, l’anziana che vive sola e tanti ragazzi extracomunitari con alle spalle storie infernali, che spesso sono solo di passaggio nel nostro Paese».

I dati contenuti nel Bilancio sociale 2018 parlano da soli: 712.268 pasti distribuiti, 57.517 ingressi alle docce, 9.132 cambi d’abito e 36.298 visite mediche.

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Argomenti: Solidarietà
Tag: Opera San Francesco poveri
Fonte: Avvenire