Da Marocco a Spagna: 1.020 «invisibili» annegati tra le due coste d’Europa
Da Marocco a Spagna: 1.020 «invisibili» annegati tra le due coste d’Europa

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Come in Centro America, in questo momento nel Mediterraneo decine, centinaia, migliaia di persone tentano di attraversare una frontiera. Vanno con i loro bambini e bambine in braccio, con il loro impulso di vita, con la determinazione di trovare nuovi motivi per la speranza…». È l’inizio del prologo del rapporto «Vida en la necrofrontera», Vita nella necrofrontiera, redatto dall’organizzazione Caminando Fronteras, che radiografa l’altro esodo o, meglio, l’altra strage sulla sponda sud d’Europa.
Lo studio, presentato a Madrid dall’attivista per i diritti umani Helena Maleno e fondatrice della Ong, analizza l’impatto del controllo migratorio. E denuncia «le pratiche politiche orientate a causare la morte di quanti si muovono per la frontiera» e «la rinuncia degli Stati al proprio dovere di garantire i diritti umani».

Delle 1.020 vittime registrate fra gennaio 2018 e giugno 2019 in 70 naufragi di imbarcazioni, che tentavano di raggiungere dal Marocco le coste iberiche, sono stati recuperati solo 204 corpi. Il 75% – 816 persone – resta desaparecido stando allo studio, realizzato con un lavoro di scavo mettendo assieme le chiamate di Sos, le testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari che hanno perduto i propri cari, per dare loro un nome. Il filo rosso, le voci di quanti soffrono la frontiera sulla propria pelle.

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Argomenti: Migranti
Tag: Europa frontiera migranti
Fonte: Avvenire