I vescovi delle diocesi del Lazio: «Chi è straniero è come noi»
I vescovi delle diocesi del Lazio: «Chi è straniero è come noi»

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Italiani o stranieri, tutti soffrono allo stesso modo. Ogni povero – da qualunque paese, cultura, etnia provenga – è un figlio di Dio. I bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani da soccorrere non possono essere distinti in virtù di un ‘prima’ o di un ‘dopo’ sulla base dell’appartenenza nazionale ». Lo scrivono i Vescovi delle Diocesi del Lazio in un messaggio che sarà consegnato domenica in tutte le parrocchie della Regione «in occasione – si legge nel documento – della solennità di Pentecoste che ci mostra l’icona dell’annunzio a Gerusalemme ascoltato in molte lingue».
E il messaggio è un annuncio molto chiaro, a fianco di tutti i poveri ai quali «va l’attenzione del cuore dei credenti e dell’opzione di fondo delle nostre preoccupazioni pastorali». E questo perché, denunciano i Vescovi, «da certe affermazioni che appaiono essere ‘di moda’ potrebbero nascere germi di intolleranza e di razzismo che, in quanto discepoli del Risorto, dobbiamo poter respingere con forza. Chi è straniero – ribadiscono – è come noi, è un altro ‘noi’: l’altro è un dono». Un intervento non politico (né tanto meno partitico) come viene fatto intendere. «È questa la bellezza del Vangelo consegnatoci da Gesù – sottolinea, infatti, il documento –: non permettiamo che nessuno possa scalfire questa granitica certezza».

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: immigrati Lazio poveri vescovi
Fonte: Avvenire