Denatalità. Culle vuote, Pechino ci riprova: giù l’età minima per sposarsi
Denatalità. Culle vuote, Pechino ci riprova: giù l’età minima per sposarsi

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Con una serie di implicazioni che arrivano a mettere in discussione le prospettive di crescita e di stabilità della Repubblica popolare cinese, quella demografica ha ormai caratteristiche di vera e propria emergenza.
Almeno, emergenziali sembrano essere le soluzioni che, a partire dal dato di fatto della fine della “politica del figlio unico”, nell’ultimo quadriennio hanno cercato di rispondere alle esigenze di nuove nascite e alla testardaggine a negarle in una società che si è evoluta in maniera pari se non più rapida rispetto ai risultati economici ma che mantiene forti condizionamenti ideologici e culturali.
Sicuramente, i pianificatori hanno mancato di valutare le conseguenze distorsive della politica demografica ufficiale che ha portato a minori nascite di almeno 300 milioni di cinesi e che rischia ora di far mancare le forze per mantenere lo slancio necessario al Paese. Entro un quinquennio si stima che l’India, che ha una popolazione assai più giovane e che per un trentennio almeno non vedrà il suo culmine demografico, raggiungerà lo stesso numero di abitanti del colosso cinese attorno a 1,42 miliardi per poi proseguire, avvantaggiata, un confronto sul primato regionale e globale.
Le due ultime “ricette”, parte di un cocktail di iniziative che rischia di sfuggire al controllo dei pianificatori e creare ulteriori distorsioni, riguardano la possibilità di estendere dai 30 giorni attuali a 60 o anche 90 giorni il tempo concesso per il divorzio alle coppie cinesi – ovviamente con la speranza di un ripensamento che possa favorire eventuali riavvicinamenti – e l’abbassamento dell’età legale del matrimonio.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Cina demografia denatalità
Fonte: Avvenire