Storia di Daisy, dall’aggressione all’oro vinto alle Universiadi
Storia di Daisy, dall’aggressione all’oro vinto alle Universiadi

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Un urlo liberatorio dritto in faccia alla curva dello stadio San Paolo e a tutta Italia, subito dopo aver effettuato il lancio che la porta in cima alla classifica della finale del lancio del disco alle Universiadi di Napoli e che le varrà alla fine l’oro. Un urlo che si scioglierà in un sorriso a 32 denti nel corso della cerimonia di premiazione, tra gli applausi e i cori di incitamento del pubblico napoletano, degli atleti e delle delegazioni giunte da ogni parte del mondo per i Giochi universitari.

Ha il sapore della rivincita l’oro nel lancio del disco di Daisy Osakue, la 23enne atleta italiana di origini nigeriane che l’estate scorsa era conosciuta solo per essere una promessa dell’atletica leggera italiana che aveva subito il lancio di un uovo in un occhio nella sua Moncalieri, la città in provincia di Torino nella quale è cresciuta con i genitori emigrati dalla Nigeria. La foto con l’occhio gonfio e lacrimante fece il giro dei giornali e dei social. Subito si cominciò a parlare di aggressione a sfondo razzista: già altri episodi di intolleranza razziale avevano colpito il Paese in quel periodo. In realtà, l’odio razziale venne poi escluso dagli inquirenti, ma si trattò comunque di una pessima goliardata ad opera di tre ragazzi a bordo di un’auto in corsa. Fatto sta che quell’episodio ha segnato duramente la vita e la carriera dell’atleta italiana, che rischiò di saltare gli Europei di atletica di Berlino, ai quali tuttavia riuscì a partecipare, arrivando quinta, a soli dieci giorni dall’aggressione.

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Argomenti: Sport
Tag: integrazione razzismo sport storie
Fonte: Avvenire