Educazione finanziaria, la via per risparmiatori sicuri e felici
Educazione finanziaria, la via per risparmiatori sicuri e felici

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Il recente passato del nostro Paese, come di altri, è costellato di casi in cui i risparmiatori sono stati ingannati dagli intermediari finanziari. La vendita di obbligazioni subordinate, spacciate per normali obbligazioni bancarie, ha indotto numerosi risparmiatori a investire in quegli strumenti senza rendersi conto dei rischi che correvano. Quando poi alcune banche sono andate in crisi, e le obbligazioni subordinate sono state sacrificate sull’altare del bailin, molti sono stati colti di sorpresa e hanno gridato allo scandalo, tanto che diversi governi (compreso quello attualmente in carica) hanno dovuto prevedere piani di ristoro a favore dei risparmiatori coinvolti.

Nel caso delle due banche venete messe in liquidazione (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), la vendita fraudolenta ha riguardato le azioni delle banche stesse: titoli non quotati in borsa e venduti a un prezzo stabilito a tavolino da una perizia ‘indipendente’. I prezzi si sono poi rivelati gonfiati e gli investitori hanno subito perdite elevate. Negli Stati Uniti, molte famiglie furono indotte a indebitarsi per acquistare una casa che in realtà non potevano permettersi: da qui la catena di insolvenze nota come ‘crisi dei mutui sub-prime’.

Di fronte a questi episodi, viene spontaneo chiedersi: come fa il risparmiatore a difendersi? E cosa fanno le autorità per proteggere il risparmio? Ci sono due strumenti, non alternativi: anzi si rafforzano tra di loro. Il primo è la vigilanza sulla trasparenza e sulla correttezza degli intermediari. Il secondo è l’educazione finanziaria. C’è da dire che le regole e i controlli sulla correttezza delle banche nei confronti dei clienti non hanno brillato per efficacia, almeno finora.

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Argomenti: Economia
Tag: banche Economia risparmio
Fonte: Avvenire