Francesco, il Sultano e le sorgenti della fede
Francesco, il Sultano e le sorgenti della fede

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Cosa abitava nel cuore e nella mente di Francesco d’Assisi e di Malik Al-Kamil, sultano di Egitto e di Siria, quando si incontrarono ottocento anni fa a Damietta? Un desiderio di conoscersi, una curiosità verso l’altro che certo non andava per la maggiore nel 1219, nel pieno della quinta crociata. E che anche oggi farebbe gridare allo scandalo chi preferisce percorrere la strada breve del conflitto identitario e della demonizzazione dell’avversario rispetto al sentiero impegnativo di un dialogo franco e aperto, senza maschere, in cui ciascuno gioca fino in fondo la propria identità. L’eco di quell’incontro risuona potente, come se riaccadesse sotto i nostri occhi, nello spettacolo Francesco e il Sultano. Ainalsharaa – Il pozzo dei poeti, in prima nazionale domani alle 21 nella splendida cornice della Rocca Vescovile di Bertinoro (Forlì-Cesena). Protagoniste due donne che hanno alle spalle storie dure, intrise di dolore, speranza e desiderio di ricominciare. Una è Valeria Kadija Collina, bolognese, una passione per il teatro che risale agli anni della militanza nel femminismo, convertita all’islam, madre di Youssef, uno degli autori dell’attentato al London Bridge di Londra del 3 giugno 2017, fondatrice dell’associazione Rahma per la promozione dell’integrazione e la lotta alla radicalizzazione dei giovani musulmani in Italia. L’altra, Mirna Kassis, è originaria di Damasco dove si è diplomata in canto lirico, specializzata in musica araba tradizionale, ha alle spalle una vasta attività concertistica e porta nel cuore le ferite di una guerra che sta ancora dilaniando la sua terra.

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Argomenti: Cultura
Tag: San Francesco teatro
Fonte: Avvenire