Stati Uniti. Caccia ai migranti, ma c’è chi protegge le famiglie prese di mira
Stati Uniti. Caccia ai migranti, ma c’è chi protegge le famiglie prese di mira

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Erano le 6 del mattino di lunedì quando la 17enne Jasmin Vásquez ha visto gli uomini dell’Ice, “Immigration and Customs Enforcement”, il braccio operativo delle autorità d’immigrazione Usa, in tuta mimetica e con giubbotti antiproiettile, entrare nel palazzo del Bronx dove vive con la sua famiglia. Jasmin non ha esitato: ha fatto una foto degli agenti, l’ha pubblicata su Facebook e ha invitato i suoi vicini a chiudersi in casa. Almeno due famiglie dello stesso edificio, con i genitori honduregni e privi di documenti di soggiorno e figli statunitensi, hanno visto il messaggio e sono rimasti in silenzio quando hanno sentito bussare, finché gli agenti non se ne sono andati.

Le incursioni su larga scala dell’Ice volte a deportare almeno 2mila immigrati illegali che hanno ricevuto un foglio di via sono state ostacolate nei giorni scorsi da atti di collaborazione e solidarietà come questo. Gesti che hanno coinvolto avvocati, vicini, chiese, datori di lavoro e associazioni per i diritti umani, tutti impegnati a proteggere le famiglie prese di mira dalle retate volute da Donald Trump. Ma hanno lasciato comunque una scia di paura e di profonda incertezza nelle comunità immigrate. Il presidente Usa ha fatto sapere che i raid iniziati nel fine settimana sono stati «molto positivi» e che sarebbero continuati. I numeri degli arresti, in realtà, appaiono per ora limitati a poche centinaia. Ma in tutto il Paese, molti immigranti continuano a rimanere nascosti, evitando luoghi pubblici.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Donald Trump immigrati migranti Usa
Fonte: Avvenire