Emigranti. Gli italiani che hanno costruito il Brasile
Emigranti. Gli italiani che hanno costruito il Brasile

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Sui monti del Rio Grande do Sul non c’era che foresta vergine: i contadini veneti, tra enormi sacrifici, in pochi decenni la trasformarono in ordinati vigneti con fiorenti città commerciali Rimodellando la stessa struttura sociale brasiliana, che fino ad allora conosceva solo i grandi latifondi lavorati da schiavi Il Brasile l’hanno costruito gli immigrati. Prima i portoghesi, poi gli schiavi africani e quindi, dopo il distacco dal Portogallo, nel 1822, gli europei. Soprattutto gli italiani.

Quando il governo decise di riconoscere l’enorme debito di riconoscenza che ci era dovuto, scelse la città di Caxias do Sul. Qui il presidente Getulio Vargas inaugurò nel 1954 il grandioso Monumento nazionale all’immigrato sul quale campeggia la scritta « A nação brasileira ao imigrante ».

Perché proprio Caxias? Perché in questa città che ora supera il mezzo milione di abitanti, nella quale tutto, a partire dai cognomi, tradisce l’origine peninsulare, incuneata nella zona di montagna del Rio Grande do Sul, nel lembo meridionale del Brasile, a 800 metri di altitudine, è avvenuto uno più riusciti e straordinari trapianti di popolazione dell’intera storia migratoria. Una vicenda epica, che merita di essere meglio conosciuta.

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Argomenti: Emigrazione
Tag: Brasile emigrazione italiana
Fonte: Avvenire