Così la nuova India di Modi caccerà milioni di «stranieri»
Così la nuova India di Modi caccerà milioni di «stranieri»

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È, in apparenza, un caso locale. Un intreccio di problematiche demografiche, sociali e politiche lo sta trasformando in una tempesta che rischia di estendersi all’intera India. La questione riguarda gli abitanti di origine bengalese della regione nord-orientale di Assam, che conta 31 milioni di persone. In un contesto di forte disoccupazione, è facile credere che l’immigrazione dal Paese vicino sia la causa della crisi. Tanto più che alla ragione economica si somma una differenza di carattere religioso: i nuovi arrivati sono musulmani (e quindi, nell’opinione comune, una banca di voti per il Partito del Congresso capofila dell’opposizione al governo nazionalista e filo-induista in carica). Tale scenario ha trasformato l’aggiornamento del Registro nazionale dei cittadini (Nrc) sollecitato anche dalla Corte Suprema, in una “patata bollente”.

Questo prevede che vengano esclusi dall’elenco tutti coloro i quali non possano dimostrare la presenza in India anteriore al 24 marzo 1971, di fatto dopo la nascita del Bangladesh indipendente. Proprio da quando, cioè, il flusso migratorio, mai interrotto, si fece intenso. Ai quattro milioni di individui esclusi dalla lista in precedenza (1,5 milioni musulmani e 2,5 milioni indù o di appartenenza animista e tribale), il 26 giugno se ne sono aggiunti altri 102mila la cui situazione è sotto revisione nei tribunali. Per tutti, la scadenza che ne deciderà la sorte è quella del 31 luglio. Il paradosso è, in teoria, l’aggiornamento del Registro dove doveva censire la popolazione per meglio garantirne i diritti.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: flussi migratori India
Fonte: Avvenire