Dalla Concattedrale di Larino (Campobasso). Regia di Simone Chiappetta e commento di Elena Bolasco
Dalla Concattedrale di Larino (Campobasso). Regia di Simone Chiappetta e commento di Elena Bolasco

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Tra le colline del basso molise, la città racconta immediatamente l’orgoglioso passato dell’Urbs princeps frentanorum: così fu chiamata dagli antichi per ricordare l’importanza che Larinum assunse come Municipio Romano. L’anfiteatro, di età flavia, ci lascia solo immaginare il dinamismo della città e i travolgenti spettacoli pubblici. Quei quindicimila spettatori assiepati sulle gradinate, ancora intatte, in attesa dell’ingresso dei gladiatori, ci accompagnano in secoli e secoli di storia. Li immaginiamo, nel susseguirsi del tempo, nel borgo medievale e nella vita del paese anticipato dal maestoso palazzo ducale. Quella che fu la dimora delle famiglie che si alternarono al governo del territorio si presenta imponente, con la sua struttura di fortezza e, allo stesso tempo, elegante, con il raffinato cortile di accesso ai piani nobili. Accoglie oggi il museo civico con le sue splendide pavimentazioni musive di epoca romana provenienti da antiche ville patrizie.

È un mosaico anche il centro abitato, una inaspettata meraviglia che cela tra vicoli suggestivi e palazzi in pietra non solo edifici tipici e singolari, ma anche ardite bellezze del territorio. La semplice facciata di una chiesa appena restaurata e tinta in bianco, infatti, arricchita esclusivamente da un portale in pietra in stile francescano, nasconde un aggraziato gioiello del quattordicesimo secolo. La ristrutturazione barocca-rococò, con gli affreschi dell’aertista molisano Paolo Gamba, i diversi altari e il pregevole organo a canne fanno solo da cornice agli affreschi originari trecenteschi, posti nell’abside. Tanta devozione, tanta fede, tanta bellezza ci conducono ad un autentico gioiello di arte, alla cattedrale intitolata all’Assunta e a San Pardo, patrono della città.

La basilica ci apre le porte a settecento anni dalla sua edificazione attuale e mostra orgogliosa il suo splendore nella perfezione delle decorazioni, nella bellezza del portale gotico, delle colonnine tortili, della lunetta ogivale e nell’incanto del rosone scolpito. È uno stupefacente trionfo architettonico, un vero e proprio giubilo a Dio che ci invita, senza dubbio, alla preghiera.

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Argomenti: Televisione
Tag: Santa Messa Televisione
Fonte: Santa Messa