L’aborto spacca gli Usa: è corsa a leggi sempre più «estreme»
L’aborto spacca gli Usa: è corsa a leggi sempre più «estreme»

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L’aborto da generazioni provoca divisioni accese negli Stati Uniti. Nell’ultimo mezzo secolo, in particolare, è diventato il tema che più separa i due partiti principali e ha motivato milioni di elettori al voto, animando anche un forte attivismo da entrambe le parti. Dalla fine degli anni di Ronald Reagan, infatti, le cliniche abortiste sono l’obiettivo di frequenti proteste da parte degli oppositori dell’aborto, alcune delle quali sono degenerate in violenza. E nonostante nel 1973 la Corte Suprema abbia legalizzato a livello federale l’interruzione di gravidanza, la natura stessa della legalizzazione – una sentenza che può sempre essere ribaltata –, e la libertà che attribuisce agli Stati di limitare gli aborti dopo il primo trimestre, hanno lasciato aperta la speranza dei gruppi di difesa della vita di poter modificare lo status quo. Allo stesso tempo il dibattito sul diritto di una donna di decidere in piena autonomia, in qualunque momento e per qualunque ragione se mettere al mondo o meno un figlio, è diventato un pilastro dell’ideologia del partito democratico, dei movimenti progressisti e della galassia femminista.

Il tema è quindi forse il più emotivo della politica americana, e si presta anche a facile manipolazioni per scopi elettorali. Anche ora, a un anno e mezzo dalle prossime presidenziali, l’aborto è già al centro della campagna elettorale, confermando una demarcazione chiara fra i due principali schieramenti politici. I repubblicani, con Donald Trump e la maggioranza al Senato, sono in prevalenza a favore di un divieto o di forti limiti all’interruzione di gravidanza. I democratici, che controllano la Camera, sono largamente schierati con i gruppi abortisti. Ma il tono del confronto quest’anno è ancora più acceso, a causa di alcune novità.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: aborto elezioni Usa
Fonte: Avvenire