Papa Francesco e Putin, le crisi sul tavolo
Papa Francesco e Putin, le crisi sul tavolo

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Due binari, paralleli ma entrambi importanti. La visita-lampo di Vladimir Putin a Roma (10 ore di permanenza, corteo di 30 auto blindate, macchina presidenziale da 6,63 metri, 50 strade chiuse e cieli sorvegliati da droni ed elicotteri) vede dapprima l’atteso incontro con papa Francesco, poi una fitta serie di appuntamenti istituzionali: colazione di lavoro al Quirinale con Sergio Mattarella, la ripartenza alla Farnesina – dopo 6 anni – del “Foro di dialogo delle società civili”, cena a villa Madama con il presidente del Consiglio, i due vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi (presenza curiosa, l’”assaggiatore” personale del presidente russo, che controlla preventivamente i pasti). Fuori dal protocollo, i cronisti presteranno grande attenzione a un eventuale colloquio informale tra Putin e Salvini (note le simpatie filorusse del leader leghista) e a un probabile saluto tra lo “zar” e il suo grande amico personale Silvio Berlusconi.

La giornata romana di Vladimir Putin inizia con la visita a papa Francesco in Vaticano. È la terza volta che accade. Segno di una particolare attenzione del leader russo per la figura del Pontefice e per la “geopolitica” della Santa Sede. Mosca infatti ritiene che su buona parte dei dossier internazionali più scottanti – Medio Oriente, disarmo atomico, Venezuela – le proprie posizioni siano in sintonia con quelle di Oltretevere.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Giuseppe Conte Papa Francesco Sergio Mattarella Vladimir Putin
Fonte: Avvenire