Saturdays for future. Per custodire il creato e cambiare la vita
Saturdays for future. Per custodire il creato e cambiare la vita

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Caro direttore,

oggi parlare di difesa dell’ambiente e di sostenibilità significa prendere atto del radicamento in queste tematiche delle questioni della povertà e della diseguaglianza. La Chiesa lo ha fatto introiettando la spinta arrivata dalla Laudato si’ e da esortazioni come l’Evangelii gaudium. Una spinta che riguarda la tematica etica di come dimorare sulla terra, dove la questione della giustizia sociale richiede una visione che papa Francesco chiama di «ecologia integrale». Si tratta di superare l’antropocentrismo per rilanciare la centralità dell’essere custodi del Creato. Qui la tradizione cristiana ha da imparare da altre tradizioni religiose e da visioni del mondo con un approccio più armonioso e integrato, rivolto all’ecologia e al mondo naturale.

A farsi centrale dunque è il tema della povertà: è il grande confronto sul dramma delle disuguaglianze che pone criticità al processo di globalizzazione e di utilizzo della tecnologia. La globalizzazione procede, ma non si attua allo stesso modo ovunque, produce disparità strutturali e ‘scarti’, vale a dire persone condannate alla irrilevanza della loro dignità e dei loro diritti. Va contrastata la falsa metafora che l’alta marea farà galleggiare tutte le imbarcazioni: questo non è vero mentre la narrazione enfatizza l’agire individuale e concede a un numero sempre maggiore di persone di approfittare dei vantaggi anche attraverso il cosiddetto «paradigma tecnocratico». Ma proprio per questo è necessario partire dalla povertà non solo da contrastare, ma da avvertire come ‘spina nel fianco’ di una accelerazione individualistica consegnata a un mercato economico-finanziario senza scrupoli.

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Argomenti: Ambiente
Tag: Ambiente clima Don Virginio Colmegna Laudato sì povertà Saturdays for future sostenibilità sviluppo sostenibile
Fonte: Avvenire