Dalla Cattedrale di Teramo per la regia di Simone Chiappetta e il commento di Orazio Coclite
Dalla Cattedrale di Teramo per la regia di Simone Chiappetta e il commento di Orazio Coclite

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Ai piedi del Gran Sasso e a due passi dal mare, la città tra i due fiumi, Interamnia, si sviluppò, particolarmente, nel I secolo avanti Cristo. “La ruina del teatro” – è D’Annunzio a sottolineare la storia del territorio – “testimonia romanamente l’antica grandezza” e ci lascia solo immaginare gli spettacoli del tempo e le tremila persone che la costruzione ospitava in età augustea. Le origini di quella che fu Praetutium sono narrate anche, nei pressi dell’antico foro, dai resti di alcune Domus. Tra mura decorate e pavimenti musivi è possibile scorgere l’abside dell’antica cattedrale, i cui resti sono ancora racchiusi in una piccola chiesa medioevale; nel centro della città è ancora un polmone di storia e spiritualità, seducendo turisti e fedeli con frammenti decorativi del preesistente edificio e con affreschi più recenti legati alla fede popolare.

Passeggiando per il corso cittadino tra palazzi moderni ed edifici medievali è casa dei Melatino, nobile famiglia feudale di Teramo, ad aprirci le porte. Nei tre piani dell’edificio è possibile ammirare le antiche ceramiche della vicina Castelli e alcune opere in mostra, della pinacoteca civica. Teramo era senza dubbio un centro di cultura e continua ad essere un polo intellettualmente vivace grazie alle sue opere, all’università e alla biblioteca ottocentesca, luogo attivo di studio e di ricerca e sintesi tra passato, presente e futuro.

Il capoluogo di provincia è animato anche dalla fede e dalla devozione popolare rappresentate, appena fuori le mura cittadine, da un altro edificio religioso ricostruito nel XIX secolo: è il santuario della Madonna delle Grazie. L’unica grande navata variopinta e la volta a crociera del soffitto, concentrano l’attenzione sull’immagine della Vergine Maria, antica statua lignea che i teramani custodiscono gelosamente. Storia e religiosità sono ben sintetizzate, nel cuore dell’abitato, dalla Cattedrale che oggi ospita la celebrazione. Il duomo delinea ancora il volto romanico della città aprutina ed “è una delle cose più singolari, più composite e insieme più schiette, che possegga l’arte italiana”, scriveva il saggista Mario Pomilio illustrando la basilica minore e gli elementi caratteristici prelevati dal vicino anfiteatro (che la fanno sicuramente unica).

L’interno, a tre navate, si presenta essenziale, quasi austero e, nonostante le trasformazioni del tempo, continua ad offrire, attraverso il gioco di luci delle arcate a tutto sesto e all’integrazione disallineata tra romanico e gotico, quella percezione di religiosità che invita al silenzio, all’ascolto.

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Argomenti: Televisione
Tag: Santa Messa Teramo
Fonte: Santa Messa