Armi. Rwm, il nodo riconversione «Ora garanzie ai lavoratori»
Armi. Rwm, il nodo riconversione «Ora garanzie ai lavoratori»

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Bloccata per 18 mesi la licenza che le consente esportazioni belliche in Arabia Saudita, la Rwm, fabbrica che nel Comune sardo di Domusnovas produce bombe che dal 2015 a oggi hanno ucciso e mutilato diverse migliaia di bambini yemeniti, è passata subito all’azione: fermi tutti. Dal prossimo 5 agosto, come ogni anno in questo periodo, ferie collettive per i 300 lavoratori. Ma delle previste 36 assunzioni con contratto a tempo determinato non si farà niente. Fermati anche 50 giovani selezionati per corsi di formazione finalizzati all’inserimento in fabbrica per nuove produzioni. «La Confindustria regionale – dice Nino D’Orso, segretario territoriale della Femca-Cisl ( lavoratori chimici) – ci ha comunicato un imminente incontro, probabilmente entro la settimana prossima con l’amministratore delegato Rwm».

È il momento della paura e della speranza. L’importante risultato conseguito con lo stop all’export di armi acquistati da Arabia Saudita ed Emirati Arabi apre una fase nuova. Nessuno dichiara vittoria in questo angolo di Sardegna devastato dalla crisi: sicuramente non i lavoratori e i sindacati, che aggiungono un altro nome all’elenco delle aziende a rischio occupazione. Anche il Comitato territoriale di riconversione Rwm, formato da oltre 20 aggregazioni della società civile che chiedevano l’embargo ora si interrogano su come salvaguardare i posti di lavoro. Insomma la conciliazione degli opposti che soltanto la politica avrebbe potuto assicurare, ma non l’ha fatto. Il rischio è che l’incertezza continui e che si entri in un tunnel fatto da tutte le forme di ammortizzatori sociali.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: bombe Yemen
Fonte: Avvenire