Migranti. Vite sospese in mare fra tragedia e speranza
Migranti. Vite sospese in mare fra tragedia e speranza

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Nel giorno in cui Lampedusa si sveglia con altri due “sbarchi fantasma”, per un totale di altre 56 persone, arriva la notizia di un nuovo naufragio, con almeno 100 morti davanti alle coste libiche. Nell’area non ci sono Ong. Nonostante questo Italia e Spagna vorrebbero tenere alla larga dai soccorsi la nave Open Arms, imponendo altri quattro giorni di navigazione verso la Spagna dove far sbarcare i 107 migranti a bordo da 19 giorni. Per tornare a prestare aiuto in Libia ci vorrebbero perciò una decina di giorni.

Solo in tarda serata il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha dato la disponibilità a trasbordare su navi militari i migranti e trasportarli in Spagna, ma l’intesa con Madrid non è scontata anche perché il ministro chiede alla Spagna di togliere la bandiera alla ong. Ed è da escludere che il leader iberico si faccia dettare la linea da Toninelli.

«Se vogliono portare i migranti in Spagna lo facciano loro», avverte Oscar Camps. Il fondatore dell’ong iberica respinge così la proposta di recarsi con la nave umanitaria, scortata dalla Guardia costiera italiana, verso Maiorca, a quattro giorni di navigazione dalla Pelagie. Tanto più che non vi è alcuna intesa tra Madrid e Roma. Fonti vicine all’esecutivo spagnolo hanno negato «l’esistenza di un presunto accordo con l’Italia». L’unica certezza «è che il governo ha offerto alla Open Arms di poter recarsi nel porto spagnolo più vicino alla sua rotta e che l’esecutivo italiano sta infrangendo la legge», hanno aggiunto preannunciando azioni legali in sede internazionale contro il governo italiano.


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Argomenti: Migranti
Tag: migranti Ong sbarchi
Fonte: Avvenire