America Latina. Strage di ambientalisti: altri due assassinati
America Latina. Strage di ambientalisti: altri due assassinati

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Non si ferma la strage di ambientalisti in America Latina. Nel giro di 48 ore sono stati uccisi due attivisti impegnati nella difesa della casa comune. Giovedì, Maxciel Pereira dos Santos è stato falciato da una raffica di proiettili mentre percorreva l’Avenida da Amizade, la via che collega la brasiliana Tabatinga con la gemella colombiana Leticia. Là – nel cuore della Triple Frontera, dove Brasile, Colombia e Perù si sfiorano sulle rive del Rio delle Amazzoni -, poco dopo, i rappresentanti di Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia, Brasile, Suriname e Guyana hanno firmato un accordo a tutela dell’Amazzonia. Pereira dos Santos lavorava per la Fondazione nazionale dell’indigeno (Funai), l’ente nazionale per la protezione dei popoli della foresta da dodici anni. Negli ultimi tempi, era in servizio nella base Ituí-Itacoaí, una postazione creata a bordo di un’imbarcazione, a una quarantina di chilometri da Atalaia do Norte, porta d’entrata nella Vale do Javarí, uno dei punti più impenetrabili della selva e, per questo, casa di 17 etnie native in isolamento volontario. La maggior concentrazione del mondo. L’isolamento favorisce anche le incursioni dei cacciatori di risorse – trafficanti di legname, cacciatori di frodo, minatori illegali d’oro – che, negli ultimi tempi, si sono intensificate.

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Argomenti: Ambiente
Tag: Amazzonia Ambiente America latina
Fonte: Avvenire