New York. 11 settembre, i figli dei pompieri morti nelle Torri sulle orme dei padri
New York. 11 settembre, i figli dei pompieri morti nelle Torri sulle orme dei padri

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Sono cresciuti all’ombra delle leggi anti-terrorismo, abituati alle perquisizioni casuali all’aeroporto — sì, anche di bambini — e all’idea che il governo può e deve controllare i suoi cittadini per mantenerli al sicuro. La loro è stata un’infanzia protetta: soprattutto da parte di genitori che, poco prima della loro nascita, avevano visto con orrore andare in frantumi il senso di sicurezza di una nazione che non veniva violata da un nemico da oltre mezzo secolo.

I ragazzi nati poco dopo l’11 settembre 2001 cominciano a compiere 18 anni. Una generazione di neo-adulti segnata da un trauma nazionale che non ha vissuto ma che ha influenzato i loro suoi passi nel mondo. I sondaggi rivelano che si tratta di ragazzi idealisti ma prudenti. Pratici e con un forte senso di “clan”, che sia la famiglia o la comunità ristretta, e molto legati a madri e padri resi ansiosi dagli attacchi di al Qaeda e dalla “guerra al terrorismo” che ne è seguita, che hanno fatto di tutto per eliminare ogni ostacolo e rischio dal loro cammino.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: 11 settembre Attentato New York Torri Gemelle
Fonte: Avvenire