Eritrea. I vescovi protestano contro la nazionalizzazione di scuole e ospedali
Eritrea. I vescovi protestano contro la nazionalizzazione di scuole e ospedali

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I vescovi dell’Eritrea alzano la voce contro la nazionalizzazione di scuole e ospedali cattolici e chiedono spiegazioni al governo: “Se questo non è odio contro la fede e contro la religione cos’altro può essere?”. Lo scrivono in una lettera di protesta contro “l’arbitrario e unilaterale provvedimento assunto di recente dal governo della nazione con la statalizzazione delle nostre cliniche” (oltre a 29 ospedali e centri sanitari) e “delle nostre scuole” il 4 settembre al ministro dell’istruzione pubblica Semere Re’esom. L’ultima requisizione risale al 3 settembre scorso: si tratta della scuola elementare e media inferiore S.Giuseppe dei Fratelli Lassalliani a Cheren; della scuola media superiore dei Frati Cappuccini a Addi-Ugri e della scuola media inferiore e superiore S.Francesco dei Frati Cappuccini a Massawa. “Su tutti questi provvedimenti formuliamo ora la nostra doverosa e legittima protesta”, scrivono gli eparchi cattolici monsignor Menghisteab Tesfamariam, arcivescovo di Asmara, monsignor Thomas Osman, eparca di Barentù, monsignor Kidane Yebio, eparca di Cherne e monsignor Fikremariam Hagos, eparca di Segheneyti, in una lettera pervenuta in originale al Sir.

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Argomenti: Chiesa nel mondo
Tag: Eritrea ospedali sanità scuola vescovi
Fonte: SIR