La generazione verde: «Basta parole, cambiamo sul serio»
La generazione verde: «Basta parole, cambiamo sul serio»

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Una cosa è certa. Da quando, più di un anno fa la piccola attivista svedese Greta Thunberg ha cominciato a scioperare per il clima, è aumentata anche la sensibilizzazione sui temi ambientali. Ma per i giovani attivisti italiani, in procinto di organizzare in oltre 300 città italiane il terzo «sciopero globale» per il clima, venerdì 27 settembre, c’è ancora molto da fare.

«Sono in molti ancora a sottovalutare la crisi ambientale» puntualizza Sarah Brizzolaro, 23 anni, milanese, studentessa e attivista dei Fridays for future. «Vai al compleanno di un amico e trovi i bicchieri di plastica, allo stadio i tifosi buttano giù dalle tribune rotoli di carta igienica, siamo ancora molto lontani» aggiunge Francesco Volpe, anche lui milanese, barista perché lo studio non gli dà da mangiare ma con il sogno di poter lavorare e guadagnare solo per vivere col minimo indispensabile. È la “generazione verde”, quella che si mette in gioco e ci mette la faccia per gridare a chi ci governa che non abbiamo più tempo per invertire la rotta. Che è quella di abbandonare i combustibili fossili. Lo ripetono come un mantra. E mentre Greta dagli Usa sfila per le vie di New York, i nostri giovani si riuniscono, discutono e si confrontano sulle azioni da mettere in campo per la Climate change week, la settimana che inizia oggi con lo sciopero degli studenti in moltissime città del mondo e vede al centro dell’agenda internazionale il summit sul clima, organizzato dall’Onu lunedì.

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Argomenti: Ambiente
Tag: Ambiente clima Fridays for future giovani Greta Thunberg
Fonte: Avvenire