Migrazioni. Papa Francesco: non possiamo restare indifferenti
Migrazioni. Papa Francesco: non possiamo restare indifferenti

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Uomini e donne dai molteplici tratti somatici, abiti tradizionali, canti, movimenti di danza, letture e preghiere pronunciate in varie lingue hanno portato il mondo in Piazza San Pietro in occasione della santa Messa nella Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Il Dio di Israele è Colui “che fa giustizia all’orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito”. Lo troviamo scritto nel libro del Deuteronomio, ma ce lo ripete il libro dell’Esodo e lo stesso Salmo Responsoriale della liturgia che afferma, dice il Papa nell’omelia: “Il Signore sostiene i forestieri, assieme alle vedove e agli orfani del popolo”. Sono le categorie più vulnerabili, “spesso dimenticate ed esposte a soprusi” per le quali “il Signore ha una particolare sollecitudine”. E’ il suo tratto distintivo e questa attenzione è anche “un dovere morale” per “tutti coloro che vogliono appartenere al suo popolo”. Anche oggi: nel Messaggio per questa 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato si ripete come un ritornello il tema: “Non si tratta solo di migranti”. Ed è vero: non si tratta solo di forestieri, si tratta di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che, assieme ai migranti e ai rifugiati, sono vittime della cultura dello scarto. Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti; ci chiede di restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno.

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Argomenti: Migranti Santa Sede
Tag: Giornata mondiale del migrante e del rifugiato migranti Papa Francesco
Fonte: Avvenire