«Essere madre oltre la pena»: a Rebibbia le detenute diventano fotografe
«Essere madre oltre la pena»: a Rebibbia le detenute diventano fotografe

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Tre mesi di incontri settimanali guidati da educatrici e da una fotografa professionista. Un workshop fotografico per imparare a esprimersi attraverso la fotografia, ma anche a conoscersi, a socializzare, a conquistare autostima e coscienza di sè, come madri e come donne, in un ambiente difficile come il carcere. La legge, com’è noto, consente alle detenute madri di vivere, accudire ed educare i figli fino al compimento del terzo anno di età. E la Casa circondariale femminile di Rebibbia ospita una decina di detenute con bambini piccoli, che possono fruire di camere, spazi comuni, cortili, giochi. Uno di questi spazi comunitari ha ospitato la mostra fotografica collettiva “Essere madre oltre la pena”, traguardo conclusivo di un percorso educativo ideato dalla fotografa professionista Natascia Aquilano e realizzato assieme all’educatrice Luciana Mascia in collaborazione con l’associazione onlus ProPositivi, grazie alla disponibilità della direzione dell’istituto di pena.

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Argomenti: Giustizia
Tag: carceri donne fotografia
Fonte: Avvenire