Rotta balcanica. Migranti come lupi e orsi. Trieste vuole le fototrappole
Rotta balcanica. Migranti come lupi e orsi. Trieste vuole le fototrappole

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Come per i lupi e gli orsi, così per i migranti irregolari? Lungo i sentieri del Carso potrebbero presto comparire le fototrappole. Le stesse che vengono utilizzate per intercettare gli animali. L’annuncio è stato dato ieri dall’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti, ed è subito diventato un caso politico.

«La Regione è pronta ad acquistare fototrappole da posizionare sui sentieri in prossimità dei confini per individuare in tempo reale i transiti di immigrati irregolari – ha spiegato –. Questi sistemi di rilevazione ottica trasmetterebbero i dati raccolti all’amministrazione regionale e alle forze dell’ordine, permettendo così interventi mirati e aumentando il numero di riammissioni, in particolare verso la Slovenia». Così operando, la Regione vuole garantire alle forze dell’ordine il massimo supporto possibile per contrastare i flussi migratori irregolari. Per l’esponente regionale della Lega, il ricorso alle fototrappole potrebbe essere una soluzione di rapida e semplice attuazione che favorirebbe in maniera rilevante il lavoro degli agenti di pattuglia sui confini. L’assessore ha quindi precisato che «si tratta di apparecchiature poco costose che, grazie a specifici software, possono essere tarate per individuare solo la presenza umana. La loro adozione è quindi un’opportunità interessante che va ad aggiungersi alle altre già prospettate, come l’utilizzo di droni o di postazioni fisse con telecamere termiche».

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Argomenti: Migranti
Tag: Caritas migranti rotta balcanica
Fonte: Avvenire