Sicilia, un sos per Gibellina: «Salviamo la sua bellezza»
Sicilia, un sos per Gibellina: «Salviamo la sua bellezza»

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Opere d’arte da salvare e paesi ancora da ricostruire. Ma mancano i fondi. Le opere sono sparse ovunque nella Valle del Belìce e portano le firme di Carla Accardi, Ludovico Quaroni, Paolo Schiavocampo, Ettore Colla, Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra: l’ex sindaco di Gibellina, e poi senatore, Ludovico Corrao, li chiamò a raccolta nella sua città distrutta dal terremoto e da ricostruire. La forza dirompente dell’arte ha dato voce alla Valle che, a distanza di 52 anni, chiede ora con forza al governo che la ricostruzione venga completata.

All’appello mancano circa 200 milioni per l’edilizia privata e 150 per le opere pubbliche da completare in 21 comuni tra le province di Trapani, Palermo e Agrigento. E a Gibellina i soldi mancano per restaurare le opere d’arte contemporanea a rischio degrado. Ecco perché il sindaco Salvatore Sutera e l’assessore Tanino Bonifacio hanno rivolto l’appello “Salviamo la bellezza di Gibellina” al ministro per i beni culturali Dario Franceschini, nell’anno in cui ricorre anche il centenario del maestro Pietro Consagra, sepolto proprio qui. Il sisma del 1968 nella Valle del Belìce – di cui oggi ricorre il 52° anniversario – distrusse interi paesi, con 231 vittime accertate.

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Argomenti: Cultura
Tag: #Terremoto arte Politica Sicilia
Fonte: Avvenire