Terra Santa. Suor Tighe: “Riprendere il dialogo per ridurre le tensioni”
Terra Santa. Suor Tighe: “Riprendere il dialogo per ridurre le tensioni”

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“La luce che ci guida è la speranza che non va confusa con l’ottimismo. Sono due cose differenti. La situazione in Terra Santa, tra israeliani e palestinesi, è bloccata da molto tempo e nulla fa presagire la ripresa di un qualche cammino negoziale”. Suor Bridget Tighe è la direttrice generale di Caritas Jerusalem. Con alle spalle cinque anni di missione a Gaza, la religiosa di origini irlandesi, fa il punto dell’impegno dell’organismo cattolico fondato nel 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, sia a Gaza che in tutti i Territori Palestinesi. La speranza di suor Tighe sembra infrangersi sugli scogli di un conflitto senza soluzione: “La cosa più grave – dice al Sir – è che i palestinesi di Gaza e Cisgiordania stanno perdendo ogni speranza di futuro, non vedono la fine del tunnel. I più giovani crescono covando rabbia, negli occhi solo guerre e scontri, costretti a vivere in condizioni impossibili, senza mai poter uscire oltre il muro che li imprigiona, incapaci di socializzare con il resto del mondo. Ma resistono. Vanno avanti anche se non hanno cibo, acqua e luce, anche se non hanno assistenza medica. Ma quando si perde la speranza allora si fa dura”. Parole che la religiosa ha ripetuto anche durante un breve saluto informale con il gruppo dei vescovi dell’Holy Land Coordination (Hlc) in Terra Santa dall’11 al 16 gennaio per il loro tradizionale pellegrinaggio di solidarietà con le comunità cristiane locali, tra queste anche quella “minuscola” – solo 117 cattolici – della parrocchia latina della Striscia di Gaza.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Caritas Gaza Gerusalemme Palestina Terra Santa
Fonte: SIR