Domenica 26 gennaio. L’identità e l’unità di un popolo attorno alla Parola «ritrovata»
Domenica 26 gennaio. L’identità e l’unità di un popolo attorno alla Parola «ritrovata»

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La prima Domenica della Parola di Dio è alle porte e il rischio che si riduca a una semplice celebrazione eucaristica più solenne è in agguato. La lettera apostolica Aperuit illis (30 settembre 2019) di papa Francesco evita tale rischio precisando, tra l’altro, che questa domenica non è semplicemente ‘della Bibbia’ ma della Parola in essa contenuta. La Domenica della Parola non vale soltanto per un giorno ma per tutto l’anno, come il Corpus Domini. Fra le implicazioni ecclesiali e pastorali più attuali sulla Parola di Dio risaltano il carattere identitario, la sacramentalità, la carità e l’azione dello Spirito.

Così Aperuit illis commenta il ritrovamento e la lettura della Legge (Neemia 8,1-10): «La Bibbia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo» (n.4). Il ritorno dall’esilio e la festa delle Capanne a Gerusalemme ricordano il ritrovamento della Legge e la sua spiegazione dall’alba al tramonto. Come un solo uomo, il popolo tende l’orecchio per ascoltare la parola di Dio. Protagonista del ritrovamento della Legge è il popolo, di cui i leviti sono a servizio, in quanto ministri della Parola. Intorno alla Scrittura ritrovata il popolo riscopre la propria identità perché si riconosce nell’unità dopo la dispersione.

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Argomenti: Santa Sede
Tag: Bibbia Chiesa Papa Francesco
Fonte: Avvenire