Dai campi di basket alla clausura. E Oriana ora è suor Chiara Luce
Dai campi di basket alla clausura. E Oriana ora è suor Chiara Luce

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«Chiedo per amore di Dio di essere ammessa alla professione dei voti temporanei in questa fraternità di sorelle povere di Santa Chiara per seguire la via della povertà e dell’umiltà del Signore Gesù Cristo ed essere con questa comunità un cuore solo e un’anima sola». Ha la voce ferma e un sorriso di felicità vera, quella che viene dal cuore, suor Chiara Luce, al secolo Oriana Milazzo, mentre legge la formula di rito con la quale consacra la sua vita a Dio con la professione dei voti temporanei nel monastero di Santa Chiara ad Alcamo, in provincia di Trapani.

«Sono stata condotta e guidata nel posto in cui il Signore mi attendeva», dice suor Chiara. Una nuova vita quella di Oriana, giovane agrigentina, che ha lasciato i palazzetti dello sport per seguire Dio nella povertà, castità e obbedienza. «I valori dello sport – spiega suor Chiara Luce – sono stati uno strumento di crescita umana e spirituale». Lei, giovane promessa del basket italiano, per anni ha giocato nel campionato di A1 e vestito anche la maglia della nazionale. A 14 anni si trasferisce ad Alcamo per inseguire il suo sogno, giocare a pallacanestro a livello agonistico.

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Argomenti: Storie
Tag: #suore #vocazioni sport storie
Fonte: Avvenire