Reggio Calabria. Retata anti-caporalato, immigrati al lavoro 12 ore per 2 euro l’ora
Reggio Calabria. Retata anti-caporalato, immigrati al lavoro 12 ore per 2 euro l’ora

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Per la prima volta nella Piana di Gioia Tauro due braccianti immigrati denunciano caporali e imprenditori. Così, dopo un’inchiesta durata più di un anno, e in coincidenza col decennale della rivolta di Rosarno, sono scattati gli arresti per 13 caporali africani e 7 imprenditori calabresi, anche grossi, e sono state sequestrate tre aziende agricole. È l’operazione Euno, la più importante per questo territorio, che prende il nome dallo schiavo siciliano che nel 136 a.C. guidò la prima guerra servile contro il possidente terriero Damofilo. Ma, denuncia il procuratore di Palmi, Ottavio Sferlazza, “c’è l’amarezza per il fatto che ancora una volta la magistratura è chiamata a una funzione di supplenza. Abbiamo interrotto un’attività criminale, assicurando giustizia a persone alle quali era stato negato il diritto di avere diritti e in particolare il diritto di affrancarsi dal bisogno. Ma – insiste il magistrato – dobbiamo registrare l’assenza della politica, quella alta, che dovrebbe risolvere queste condizioni di mancanza di accoglienza e integrazione che favoriscono lo sfruttamento”.

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Argomenti: Lavoro
Tag: braccianti Calabria caporalato lavoro nero sfruttamento
Fonte: Avvenire