Gli stranieri contribuiscono più di quello che costano
Gli stranieri contribuiscono più di quello che costano

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Oltretutto ci fanno guadagnare… Già: non solo gli stranieri sono indispensabili perché svolgono lavori magari umili ma socialmente fondamentali; non solo sono utili all’economia, perché creano una percentuale importante del Pil; ma generano anche un beneficio netto di circa 500 milioni: lo scarto fra ciò che pagano in tasse e quanto incide sulla spesa pubblica la loro presenza. E non lo afferma Papa Francesco, bensì la laica Fondazione Leone Moressa, che ha presentato il Rapporto su ‘Dieci anni di economia dell’immigrazione’ redatto con il contribuito della Cgia di Mestre e il patrocinio dell Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dei ministeri degli Esteri e dell’Economia e dell’Università Cà Foscari di Venezia.

Dunque, anzitutto i quasi 2,3 milioni di lavoratori stranieri generano più benefici che costi: infatti tra Irpef, contributi previdenziali e altri tributi vari versano nelle casse pubbliche circa 26,6 miliardi, mentre lo Stato ne spende per loro 26,1: un surplus appunto di 500 milioni. E altri 360 milioni annui potrebbero derivare dalle regolarizzazioni di lavoratori avviate nel 2020. Peraltro gli immigrati per lavoro oggi sono una percentuale molto bassa dei meno di 200.000 extracomunitari che l’anno scorso hanno ottenuto il permesso di soggiorno (la maggior parte lo ricevono invece per ricongiungimento familiare), rappresentano addirittura il 97% in meno rispetto al 2010

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Argomenti: Economia
Tag: Economia immigrazione Lavoro straniero
Fonte: Avvenire