Dal Nord Kivu un grazie al Papa: “Siamo un po’ meno soli”
Dal Nord Kivu un grazie al Papa: “Siamo un po’ meno soli”

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I missionari in tutto il mondo si sentono oggi “un po’ meno soli grazie all’appello per la pace” voluto da Papa Francesco e sottoscritto in Campidoglio dai rappresentanti di tutte le fedi religiose. “Devo dire grazie di cuore a Francesco per questa preghiera che ha nominato il Nord Kivu: è molto bello vedere la comunione della Chiesa universale con la nostra piccola realtà che soffre”. Lo dice al telefono da Butembo Beni padre Gaspare Trasparano, missionario comboniano che vive da decenni nella Repubblica Democratica del Congo.

Congo sempre instabile. “Ricordo che il 15 agosto del 2016 il Papa durante l’Angelus aveva rotto il ‘vergognoso silenzio’, così lo chiamò, parlando della mattanza di Beni. Quattro anni fa, era la notte fra il 13 e il 14 agosto, nella nostra diocesi avvenne un massacro. Furono uccise 48 persone in modo barbaro. E ancora oggi a intermittenza avvengono uccisioni e violenze. Il Santo Padre non ha mai dimenticato il Nord Kivu”, afferma il missionario. Il 20 ottobre lo ha elencato tra le aree del pianeta più a rischio e bisognose di preghiera per poter uscire dal conflitto. Il Congo è in effetti una delle zone più instabili dell’Africa Subsahariana, assieme al Burundi, al Burkina Faso, al Mali, al Nord del Mozambico, Paesi per i quali i leader religiosi hanno pregato assieme.

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Argomenti: Missioni
Tag: Congo missionari Papa Francesco
Fonte: SIR