Italiani all’estero. Card. Bassetti: «Rappresentanza da rivedere»
Italiani all’estero. Card. Bassetti: «Rappresentanza da rivedere»

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Vanno all’estero forze giovani e vitali, il pezzo migliore dell’Italia, circa 131mila cittadini nel 2019 che fanno salire la quota ufficiale degli italiani all’estero a 5,5 milioni. Numeri, quelli della XV edizione del rapporto Migrantes sugli italiani nel mondo, presentato stamane a Roma, che innescano inesorabilmente riflessioni sul senso di responsabilità a cui si è chiamati anche nei confronti dei migranti che arrivano nel nostro Paese. È appunto questo il ragionamento da cui parte il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, per sottolineare che «le ultime modifiche normative, in discontinuità con il recente passato, contribuiscono a restituire l’immagine di migranti e richiedenti protezione come persone in carne e ossa, vittime di un sistema globale di iniquità economica e politica, di ingiustizia sociale e non come criminali o minacce all’ordine pubblico. La cura di ogni persona migrante, qualsiasi sia la direzione del suo andare e il passaporto in suo possesso, è sempre doverosa». L’auspicio del cardinale adesso, perciò, è che «la stessa cura per i migranti italiani in mobilità, per chi è già all’estero da tempo, per chi è nato all’estero, per chi è partito da poco o per chi ha intenzione».

Partendo dai numeri degli Italiani nel mondo così, il presidente della Cei indica in particolare, «tre nodi da sciogliere». Il primo, «la carenza di un sistema anagrafico che tenga conto di tutti coloro che partono: le prime generazioni e le ultime, chi si è definitivamente stabilito oltreconfine e chi, invece, sperimenta percorsi di mobilità transitori»; il secondo: un sistema di rappresentanza che «va rimodulato, soprattutto a seguito dell’ultima tornata referendaria che ha decretato la riduzione del numero dei parlamentari»; il terzo, la cittadinanza.

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Argomenti: Emigrazione
Tag: Cei cittadinanza emigrazione italiana Gualtiero Bassetti Migrantes
Fonte: Avvenire