Consolmagno (Specola Vaticana): “Ogni conoscenza scientifica è un filo nell’arazzo dell’Universo”
Consolmagno (Specola Vaticana): “Ogni conoscenza scientifica è un filo nell’arazzo dell’Universo”

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“La scienza non potrebbe esistere senza la fede! La scienza ha bisogno della fede in maniera tale che con essa possiamo giungere alla verità, e questa verità vale la pena cercarla”. Il gesuita Guy Consolmagno, direttore della Specola Vaticana, commenta l’assegnazione del premio Nobel per la fisica a Roger Penrose, Reinhard Genzel e Andrea Ghez per gli studi sui buchi neri e le loro implicazioni nella comprensione dei meccanismi che regolano l’Universo.

Tre scienziati che studiano la materia a cui lei ha dedicato la vita?
Sono lieto dell’assegnazione del premio Nobel di quest’anno. Penrose, in particolare, è stato ospite della Specola Vaticana: è stato un oratore di spicco durante il workshop “Singolarità e buchi neri” che abbiamo patrocinato nel 2017 per celebrare l’opera di p. Georges Lemaître. Lemaître era un cosmologo belga e prete cattolico. La sua cosmologia ha costituito la base di quella che oggi conosciamo come la teoria del Big Bang. Penrose e Stephen Hawking – che avrebbe anche lui meritato una parte di questo premio ma, ahimè, il Nobel non si può conferire postumo – hanno gettato le basi teoriche per comprendere i buchi neri nel quadro della Teoria della Relatività generale di Einstein.

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Argomenti: Cultura
Tag: #scienza Specola vaticana
Fonte: SIR