Save the children: in Italia più di un milione di ragazze in uscita da studio e lavoro
Save the children: in Italia più di un milione di ragazze in uscita da studio e lavoro

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Non è un Paese “a misura di bambini” quello che ha affrontato l’emergenza della pandemia da Coronavirus. Ma l’Italia è ancor meno un Paese “a misura di bambine”. La povertà in cui già versa 1 minore su 9 verrà aggravata dalla crisi economica e dalle chiusure delle scuole decise per frenare i contagi. La conseguenza? Circa 1 milione e 140 mila ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano entro la fine del 2020 di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non essere inserite in alcun percorso formativo, non lavorare. A lanciare l’allarme è Save The Children nell’XI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia «Con gli occhi delle bambine». La presentazione del dossier arriva alla vigilia della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, che celebra la data in cui le Nazioni unite approvarono la Convenzione di New York nel 1989.

La condizione dell’infanzia in Italia dunque registra tassi in crescita di povertà minorile e diseguaglianze educative da Nord a Sud, che approfondiscono la differenza tra maschi e femmine. Rischia quindi di ampliarsi seriamente, anche per colpa del Covid-19, il “limbo” in cui resta intrappolata già oggi quasi 1 ragazza italiana su 4, con picchi che arrivano addirittura al 40% in Sicilia e Calabria. La disuguaglianza di genere si fa notare anche in territori più virtuosi, visto che in Trentino Alto-Adige a fronte di un 7,7% di ragazzi Neet (cioè che non studiano, non frequentano corsi di formazione, non lavorano) le ragazze sono il 14,6%, il doppio. Naturale che il tasso di mancata occupazione tra le 15-34enni poi sia del 33%, un terzo, mentre per i giovani maschi è del 27,2%, dato comunque preoccupante.

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Argomenti: Giovani
Tag: bambine bambini Save the children
Fonte: Avvenire