Mass media. Periferie umane e geografiche snobbate più dai tg che dai quotidiani
Mass media. Periferie umane e geografiche snobbate più dai tg che dai quotidiani

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Quello che non passa nei telegiornali o sui quotidiani rischia di sparire anche dalle agende della politica. Un’informazione di qualità e di servizio, dunque, non può permettersi di spegnere i riflettori sulle periferie, geografiche o umane. La realtà però è che lo spazio per i temi dell’emarginazione e degli squilibri socio-economici del Mondo è ancora largamente insufficiente. Lo dicono i dati raccolti dall’Osservatorio di Pavia, nel monitoraggio da gennaio a settembre 2020 sui social, oltre che sui tg, nazionali e regionali.

È quello che emerge dal III Rapporto Illuminare le periferie. I non luoghi dell’informazione. Periferie geografiche e umane nei media, promosso da Cospe, onlus che fa cooperazione allo sviluppo, i sindacati dei giornalisti Usigrai e Fnsi col contributo dell’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e, da quest’anno, anche dell’Impresa Sociale “Con i Bambini”. Due i campi di indagine: il contesto italiano dell’informazione (nazionale e regionale) e quello estero, con uno sguardo ai paesi e alle questioni “marginali” come siccità, carestie, conflitti endemici.

Significativo il luogo scelto per la presentazione della ricerca, cioè il museo laboratorio d’arte di Tor Bella Monaca, struttura promossa e gestita della Comunità di Sant’Egidio nella periferia sud-orientale della Capitale. «Un luogo di cultura e incontro – spiega la responsabile del laboratorio Maria Carosio – che offre a questo quartiere un’alternativa bella e attrattiva per chi è ai margini, come i disabili che attraverso l’arte riescono a esprimersi».

Dalla ricerca emerge che il primo tema dei Tg è la crisi economica provocata dalla pandemia: è il 53% dei telegiornali nazionali e il 46% di quelli regionali. Seguono le politiche di contrasto della povertà, nel 18% dei servizi dei Tg nazionali. Il terzo filone è quello del volontariato, trascinato evidentemente da crisi economica e povertà: è il 15% dei Tg nazionali. Ma è secondo col 33% nei notiziari locali.

Molto più problematica la comunicazione sulle periferie umane e geografiche estere in prima serata, relegate allo 0,4% dei servizi, quest’anno ancora meno presenti del solito, spiega Antonio Nizzoli, uno dei curatori. Gli esteri sono poco raccontati, a meno di eventi di grande presa come le proteste in America, a Hong Kong oppure il terremoto in Albania. Temi esteri dunque che la pandemia globale ha reso ancora più invisibili.

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Argomenti: Comunicazione
Tag: informazione Osservatorio Pavia
Fonte: Avvenire