Congo, donne in ostaggio della guerra dell’oro
Congo, donne in ostaggio della guerra dell’oro

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Arrivano a piedi, sole, con gli occhi passi e il passo incerto. Il flusso è incessante. Ogni giorno, da gennaio, l’équipe di Medici senza frontiere (Msf) di Salamabila, nella provincia di Maniem, nel Congo centro-orientale, ha curato in media tre vittime di stupro, per un totale di oltre mille. Il numero reale potrebbe essere molto più alto perché spesso la violenza viene tenuta segreta per timore di ritorsioni da parte dei responsabili o del rifiuto dei familiari. «Gli stupri a Salamabila sono diventati quotidiana», ha denunciato ad Avvenire il capo-missione, Carlos Francisco. Le donne sono i principali “danni collaterali” della guerra dell’oro. Epicentro del conflitto il giacimento del Monte Nomoya, conteso da gruppi armati.

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Argomenti: Mappamondo
Tag: Congo donne Medici senza frontiere violenza
Fonte: Avvenire