I missionari raccontano l’Etiopia. “Nord in trappola tra guerra, Covid e locuste”
I missionari raccontano l’Etiopia. “Nord in trappola tra guerra, Covid e locuste”

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La fortuna del governo di Abiy Ahmed in Etiopia sembra essersi velocemente inabissata. Il Paese del Corno d’Africa è in balia di tre crisi concomitanti che mettono a repentaglio la vita di centinaia di migliaia di persone e minacciano la tenuta politica. La pandemia da Covid-19 (ancora incombente su gran parte dell’Africa occidentale con oltre 2 milioni di persone infette in tutto il continente), in Etiopia sfiora i 106mila casi e ha provocato 1.651 morti; la guerra civile tra governo centrale e regione autonoma del Tigray che ha raggiunto proporzioni regionali; e infine il ritorno delle locuste che minacciano l’80% dei raccolti nel nord del Paese.

Lo spettro della fame. Ed è proprio il nord ad essere sotto scacco, come racconta don Angelo Regazzo, missionario salesiano ad Addis Abeba, preoccupato per la sorte dei suoi confratelli di Makalle e altre zone settentrionali. La regione del Tigray, al confine col Sudan e l’Eritrea, dal 4 novembre scorso è isolata dal resto dell’Etiopia: le linee telefoniche sono state tagliate e le vie di collegamento interrotte. Ora si attende lo scadere dell’ultimatum lanciato da Abiy Ahmed al leader dissidente del Tigray People Liberation Front, per la resa. Ma sembra che i ribelli tigrigni non abbiano nessuna intenzione di fermare le armi e la rivolta. “Sono quattro le comunità salesiane in pericolo al nord – spiega don Regazzo a Sir e Popoli e Missione –. Una è a Mekele, una Adwa, a Shire e a Makalle. Le comunicazioni sono interrotte, ma qualcuno di noi ha saputo tramite brevi conversazioni satellitari che la situazione è molto brutta per loro.

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Argomenti: Mappamondo Missioni
Tag: Coronavirus Etiopia guerra missionari povertà
Fonte: SIR