Il cardinale Betori: «Il Messale? Più fresco e fedele»
Il cardinale Betori: «Il Messale? Più fresco e fedele»

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Definisce la giornata di domenica 29 novembre una «data significativa ». Perché con la prima Domenica d’Avvento inizia l’Anno liturgico e in contemporanea «cominciamo a usare il “nuovo” Messale tutti insieme per esprimere la comunione che è la Chiesa in Cristo », spiega il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Accadrà nella maggioranza delle diocesi italiane dove “debutterà” il rinnovato volume per celebrare l’Eucaristia. Betori può essere considerato uno dei fautori della terza edizione italiana del libro liturgico. Infatti il porporato, apprezzato biblista, ha seguito il lavoro di traduzione fin dall’inizio, ossia da quando era segretario generale della Cei. Domani alle 18 il cardinale presiederà la celebrazione eucaristica con il nuovo Messale nella Cattedrale di Firenze.

Eminenza, come leggere la scelta di adottare il Messale con la prima Domenica d’Avvento?

Celebrare tutti e ovunque allo stesso modo all’interno della Chiesa cattolica di rito romano è espressione dell’unità dei credenti in Cristo, dell’appartenenza all’unico popolo di Dio nel concreto contesto di incarnazione della fede. Per questo è importante che tutte le comunità locali, in specie quelle parrocchiali, si muovano all’unisono nel riferirsi alla medesima modalità del rito liturgico della Messa, quello codificato nella terza edizione del Messale Romano nella sua traduzione italiana. Se ogni parrocchia avesse deciso autonomamente, i fe- deli, a seconda della chiesa scelta per partecipare alla Messa, si sarebbero trovati domenica dopo domenica con forme liturgiche diverse. Come vescovi della Toscana – ma ciò mi risulta che accada in molte diocesi italiane – abbiamo allora stabilito che si cominciasse a usare il “nuovo” Messale tutti insieme.

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Argomenti: Chiesa in Italia
Tag: Card. Giuseppe Betori Cei liturgia messale
Fonte: Avvenire