La Chiesa al tempo dei social. Mons. Viganò: “Per essere autorevoli bisogna essere credibili”
La Chiesa al tempo dei social. Mons. Viganò: “Per essere autorevoli bisogna essere credibili”

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“È indispensabile che la Chiesa riaffermi la sua autorità anche nei contesti digitali a partire dalla credibilità”. Mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha da poco dato alle stampe il volume “Testimoni e influencer” (EDB) nel quale ripercorre la storia del rapporto tra Chiesa e autorità dalle origini al tempo dei social.

Come è cambiata l’autorità dalla Chiesa antica a quella post-Conciliare?
Le prime comunità cristiane sorgevano grazie alla predicazione di un apostolo, che era ritenuto una figura credibile di riferimento e per questo un’autorità riconosciuta dall’intera comunità. Nella guida del popolo, gli apostoli si avvalevano dell’aiuto di collaboratori locali e degli anziani: erano gli episkopoi (supervisori) e i presbyteroi (anziani). Le comunità cristiane delle origini, dunque, erano organizzate in base a un modello sinagogale che si esprimeva nel consiglio degli anziani. L’esercizio dell’autorità aveva come elemento costitutivo e criterio di comprensione la celebrazione eucaristica celebrata in ogni comunità: chi presiedeva l’eucarestia era la stessa persona che guidava la comunità, dunque si trattava di un’autorità legata soprattutto alla fede e ai costumi.

Quando si è iniziato a parlare di vescovi e preti in senso più vicino a quello odierno?
Tra la seconda metà del II e l’inizio del III secolo. Nella Chiesa antica l’autorità si è affermata gradualmente e si è ampliata progressivamente soprattutto in tre modi: attraverso l’emanazione di leggi per il bene della Chiesa, attraverso la giustizia e attraverso la correzione degli errori.

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Argomenti: Comunicazione
Tag: Chiesa Dario Edoardo Viganò libri social network
Fonte: SIR